Il Tirreno

Pontedera

battaglia interna ai dem 

«Dal Pd denigrato ed emarginato»

Sabrina Chiellini
«Dal Pd denigrato ed emarginato»

Il corvo di Cascina rende note le vere ragioni delle dimissioni  di Bertelli. Lui conferma: «Nel partito poco spazio per i giovani»

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Il corvo cascinese è tornato a colpire e con una lettera inviata alla redazione de Il Tirreno ha rivelato i retroscena delle dimissioni di Francesco Bertelli dalla carica di capogruppo del Pd. Una verità di cui finora si era vociferato negli ambienti vicini ai dem e che è stata confermata, pur con un certo imbarazzo, dallo stesso interessato. «Ho dato le dimissioni quando ho vinto il concorso per fare l’agente di polizia municipale a Pontedera – afferma Bertelli – ma questo non è l’unico motivo per cui ho lasciato». Diciamo che una vera incompatibilità non esiste. L’attuale capogruppo del Pd in consiglio comunale a Cascina, Mirko Guainai, subentrato a Bertelli, neanche a farlo di proposito, lavora come vigile a Santa Maria a Monte. «Credo che nel Pd cascinese ci sia poco spazio per i giovani come me – si sfoga Bertelli – comunque avrei preferito che questa storia restasse riservata».

Se il Comune Bertelli ha protocollato una versione soft delle sue dimissioni, con il partito il giovane consigliere comunale non è stato tenero. Qualcuno che aveva in mano la missiva, l’ha fotocopiata e inviata alla redazione con un biglietto di accompagnamento: «Ecco i veri motivi per cui si è dimesso...». Insomma, cosa è successo? Bertelli ha rassegnato le dimissioni dalla segreteria comunale con immediata efficacia all’inizio di luglio. E nel contempo aveva manifestato la volontà di dimettersi al più presto da capogruppo nel rispetto del regolamento comunale e dopo l’individuazione del sostituto.

Ma prima di togliere il “disturbo”, visto che ormai siamo in piena campagna elettorale per le amministrative, Bertelli si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. «Le motivazioni sono da ritrovarsi nell’azione denigratoria – questo il testo della lettera che il corvo ha deciso di rendere pubblica – e di indifferenza da parte della dirigenza del Pd di Cascina, segretario comunale compreso, portata avanti nei miei confronti e verso il lavoro da me svolto». Un’azione «denigratoria e di emarginazione» che ha creato danni «a me e al partito, oltre che al centrosinistra del Comune».

Insomma, sembrano dimissioni per sfinimento, visto che “dietro le quinte” c’era chi lavorava contro Bertelli. La vera amarezza è arrivata quando un dirigente del Pd locale, sembra proprio il segretario dell’Unione comunale, si è trovato a condividere, forse per errore (o forse anche no), uno stato su Whatsapp, condiviso, secondo i soliti bene informati, da Fernando Mellea, ex assessore, «Mi hanno avvicinato degli anziani signori e mi hanno detto: mi raccomando questa volta scegliete un pezzo da novanta con tanta esperienza: il ritratto di... Bertelli». Stato che è stato cancellato ma quando ormai era troppo tardi e la frittata combinata.

Venuti meno i presupposti per una stima reciproca, Bertelli, 29 anni, è rimasto al suo posto di consigliere comunale, rispettando l’impegno preso con i cittadini, ma ha lasciato ogni incarico interno al partito. Un Pd che, a distanza di un anno dalle elezioni, evidentemente già vive sulla sua pelle le tensioni per la scelta del candidato a sindaco. Un giovane come Bertelli non andrebbe bene: questo insegna la vicenda delle dimissioni del capogruppo. Ma si fanno altri nomi di papabili candidati, da Michelangelo Betti a Paolo Cipolli. –

Sabrina Chiellini

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera