Il presidio
«Dal Pd denigrato ed emarginato»
Il corvo di Cascina rende note le vere ragioni delle dimissioni di Bertelli. Lui conferma: «Nel partito poco spazio per i giovani»
CASCINA. Il corvo cascinese è tornato a colpire e con una lettera inviata alla redazione de Il Tirreno ha rivelato i retroscena delle dimissioni di Francesco Bertelli dalla carica di capogruppo del Pd. Una verità di cui finora si era vociferato negli ambienti vicini ai dem e che è stata confermata, pur con un certo imbarazzo, dallo stesso interessato. «Ho dato le dimissioni quando ho vinto il concorso per fare l’agente di polizia municipale a Pontedera – afferma Bertelli – ma questo non è l’unico motivo per cui ho lasciato». Diciamo che una vera incompatibilità non esiste. L’attuale capogruppo del Pd in consiglio comunale a Cascina, Mirko Guainai, subentrato a Bertelli, neanche a farlo di proposito, lavora come vigile a Santa Maria a Monte. «Credo che nel Pd cascinese ci sia poco spazio per i giovani come me – si sfoga Bertelli – comunque avrei preferito che questa storia restasse riservata».
Se il Comune Bertelli ha protocollato una versione soft delle sue dimissioni, con il partito il giovane consigliere comunale non è stato tenero. Qualcuno che aveva in mano la missiva, l’ha fotocopiata e inviata alla redazione con un biglietto di accompagnamento: «Ecco i veri motivi per cui si è dimesso...». Insomma, cosa è successo? Bertelli ha rassegnato le dimissioni dalla segreteria comunale con immediata efficacia all’inizio di luglio. E nel contempo aveva manifestato la volontà di dimettersi al più presto da capogruppo nel rispetto del regolamento comunale e dopo l’individuazione del sostituto.
Ma prima di togliere il “disturbo”, visto che ormai siamo in piena campagna elettorale per le amministrative, Bertelli si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. «Le motivazioni sono da ritrovarsi nell’azione denigratoria – questo il testo della lettera che il corvo ha deciso di rendere pubblica – e di indifferenza da parte della dirigenza del Pd di Cascina, segretario comunale compreso, portata avanti nei miei confronti e verso il lavoro da me svolto». Un’azione «denigratoria e di emarginazione» che ha creato danni «a me e al partito, oltre che al centrosinistra del Comune».
Insomma, sembrano dimissioni per sfinimento, visto che “dietro le quinte” c’era chi lavorava contro Bertelli. La vera amarezza è arrivata quando un dirigente del Pd locale, sembra proprio il segretario dell’Unione comunale, si è trovato a condividere, forse per errore (o forse anche no), uno stato su Whatsapp, condiviso, secondo i soliti bene informati, da Fernando Mellea, ex assessore, «Mi hanno avvicinato degli anziani signori e mi hanno detto: mi raccomando questa volta scegliete un pezzo da novanta con tanta esperienza: il ritratto di... Bertelli». Stato che è stato cancellato ma quando ormai era troppo tardi e la frittata combinata.
Venuti meno i presupposti per una stima reciproca, Bertelli, 29 anni, è rimasto al suo posto di consigliere comunale, rispettando l’impegno preso con i cittadini, ma ha lasciato ogni incarico interno al partito. Un Pd che, a distanza di un anno dalle elezioni, evidentemente già vive sulla sua pelle le tensioni per la scelta del candidato a sindaco. Un giovane come Bertelli non andrebbe bene: questo insegna la vicenda delle dimissioni del capogruppo. Ma si fanno altri nomi di papabili candidati, da Michelangelo Betti a Paolo Cipolli. –
Sabrina Chiellini
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