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Teatro stabile al carcere sopralluogo degli enti
Il garante dei detenuti Corleone: «Ora si scoprano le carte» Appello alla Sovrintendenza: «Sostenga il progetto»
VOLTERRA. «Il 2 agosto è la prova del budino. Vediamo se è venuto buono. Oppure no». Il garante regionale dei detenuti Franco Corleone si fida, ma fino ad un certo punto. Non si cancellano con un colpo di spugna tutti i silenzi ingoiati da quando fu proposto il teatro stabile al carcere di Volterra. Ora che c’è un’apertura. Ora che la Sovrintendenza acconsente ad un sopralluogo di gruppo, venerdì 2 agosto, al carcere di Volterra, vuole vedere se i tempi per realizzare il teatro stabile sono veramente maturi.
Forte della sua esperienza come sottosegretario alla Giustizia con delega all’edilizia carceraria nei governi Prodi-D’Alema-Amato (fine anni Novanta-inizi anni Duemila), Corleone fa una richiesta preliminare alla Sovrintendenza: «Bene che ci sia un’apertura. Chiedo però che la Sovrintendenza faccia un’ordinanza e tolga tutte le superfetazioni che hanno deturpato la struttura secolare del carcere. Dopo, ma solo dopo, si può ragionare di dove e come fare il teatro».
Corleone mette sul tavolo il carico da novanta. O, meglio, è “la prova del budino” per vedere se l’ente che vigila su tutti gli interventi culturali è davvero disposto a dare una mano al percorso riabilitativo dei detenuti in carcere.
E spiega pure perché: «Sono stanco dei giochi dell’oca dove si torna sempre al punto di partenza. La Sovrintendenza potrebbe dire sì, ma poi fare mille storie su come realizzare il teatro». Ed aggiunge: «Dopo anni è ora che si scoprano le carte. E se la Sovrintendenza non è d’accordo che lo dica. A quel punto cominceremo una battaglia politica». Però la notizia positiva c’è. Ieri si sono riuniti alla sede della Sovrintendenza di Pisa tutti i soggetti interessati al tema del teatro stabile al carcere di Volterra.
C’erano gli assessori alla cultura del Comune di Volterra e della Regione Toscana, Dario Danti e Monica Barni. Loro hanno fatto da promotori dell’iniziativa. Per il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria erano presenti gli architetti dei progetti di teatro. C’era il provveditore alle opere pubbliche di Toscana Marche Umbria, Marco Guardabassi. Si dice sia stato molto disponibile. C’erano i vigili del fuoco. Ma soprattutto c’era il soprintendente Andrea Muzzi coadiuvato da un esperto di paesaggio e da uno di opere monumentali. E senza il sì della Sovrintendenza si torna al punto di partenza. Assente giustificato il garante dei detenuti Franco Corleone. Aveva un impegno precedente. Alla riunione hanno detto tutti sì al sopralluogo. Soddisfatto l’assessore Danti: «È stata una riunione all’insegna del dialogo e del confronto. Tutti avevano un obiettivo comune. Quello del teatro stabile». Gli fa eco l’assessora alla cultura della Regione, Monica Barni: «C’è stata un’attenzione da parte di tutti a trovare una soluzione. È stata una grandissima cosa». E dei possibili niet del governo gialloverde? Dice Barni: «Non sono emersi problemi da parte del sovrintendente Andrea Muzzi». Il 3 agosto verranno tirate le fila alla giornata conclusiva degli spettacoli della Compagnia della Fortezza in un convegno dentro il carcere. —
Samuele Bartolini
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