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Pontedera

Non è possibile abbatterla, né recuperarla l’ex conceria Nobel è una ferita al cuore

Giacomo Pelfer
Non è possibile abbatterla, né recuperarla l’ex conceria Nobel è una ferita al cuore

Ad agosto previsti alcuni lavori di messa in sicurezza per riaprire via San Tommaso. Ma l’edificio assomiglierà sempre di più ad uno scheletro 

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il reportage

Prima di poter riaprire via San Tommaso bisognerà “ingabbiare” la facciata: agganciarla ai tiranti già esistenti per evitare che possa piegarsi verso la strada, e quindi alleggerirla con la rimozione delle gronde, delle finestre e di parte della copertura. Alla fine l’aspetto dell’ex conceria Nobel di Santa Croce sarà sempre più quello di uno scheletro. Una struttura che non si può abbattere ma che al contempo pare impossibile da recuperare. Quel che è certo è che i lavori saranno rapidi: entro la prima settimana di agosto tutto dovrà essere finito, come prevede l’ordinanza d’inizio luglio firmata dal sindaco Giulia Deidda, dopo l’ultimo sopralluogo dei vigili del fuoco che aveva costretto l’amministrazione a chiudere un pezzo di via San Tommaso. Un’ordinanza che dava sei giorni di tempo alla proprietà per eseguire uno studio sulla stabilità dell’edificio.

«Tempi che sono stati rispettati – dice la prima cittadina –: l’ingegnere incaricato dai proprietari ci ha presentato uno studio in base al quale abbiamo concordato dei lavori di messa in sicurezza». L’intervento prevede appunto l’adeguamento dell’armatura che sorregge la facciata rivolta lungo la strada, insieme alla rimozione di tutti gli elementi che possono appesantirla, in modo da evitare ogni possibile rischio per auto e pedoni. Prima dell’avvio del cantiere, però, servirà l’ok della Sovrintendenza, dato che sull’ex conceria Nobel (tra le più antiche di Santa Croce) è in corso l’iter per l’apposizione di un vincolo. «In ogni caso – precisa Deidda – i lavori dovranno essere completati per i primi di agosto come prevede l’ordinanza, anche se onestamente spero che tutto si risolva un po’ prima. Su quella strada c’è una difficoltà oggettiva».

Già qualche anno fa, del resto, sempre l’ex Nobel aveva dato gli stessi problemi, a dimostrazione di quanto le vecchie concerie dismesse e i tanti “contenitori” vuoti siano un peso ingombrante sul presente e sul futuro di Santa Croce. Su quasi tutte le vecchie concerie, del resto (ex Nobel compresa), esistono piani di recupero presentati e approvati da anni che difficilmente troveranno investitori, con migliaia di metri cubi destinati a una schiera di nuovi appartamenti di cui al momento nessuno sente la necessità. «Sarà proprio questo il tema dei prossimi cinque anni», dice il sindaco Deidda, spiegando di aver interessato del problema anche l’AssoConciatori che tra i suoi associati annovera una buona parte dei proprietari. «Su tutti gli immobili dismessi pende una nostra ordinanza – spiega la prima cittadina – nella quale intimiamo interventi di messa in sicurezza o in alternativa la demolizione». Un’alternativa che negli ultimi tempi sembra aver preso piede, convincendo alcuni dei proprietari a buttar giù tutto piuttosto che continuare a intervenire periodicamente e vivere con il timore che possa succedere qualcosa.

È di poche settimane fa, ad esempio, la demolizione dell’ex Liberty in via di Pelle, preceduta pochi mesi fa dall’ex conceria di via San Vito (alle spalle dell’Eurospin), mentre nella passata legislatura era stato il turno della Camaleonte sotto la Bretella del Cuoio. Demolizioni che hanno creato vuoti e prospettive inattese, alimentando ancora di più il desiderio di sfruttare questi spazi. «Condivido i temi della qualità urbana – riprende Deidda – ma quello che può fare il Comune non arriverà mai al risultato sperato: se rifaccio i marciapiedi in via di Pelle, ad esempio, non riesco certo a cambiare l’aspetto di quella strada. Per questo ho chiesto ai conciatori di studiare insieme un modo per affrontare il problema. Mi chiedo ad esempio se tutti i volumi previsti dai piano di recupero abbiano ancora un senso, o se non sia meglio studiare qualcosa di diverso. Mi piacerebbe però che questo tema diventasse di livello nazionale: Santa Croce ha tutte le caratteristiche per essere un laboratorio di rigenerazione urbana». —

Giacomo Pelfer

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