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«Il borgo fantasma avrebbe meritato un’altra attenzione»

«Il borgo fantasma avrebbe meritato un’altra attenzione»

Presentazione del libro di Pizzorno ambientato a Buriano «Luogo ormai desolato, ma ancora affascinante»

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MONTECATINI VC. «Buriano avrebbe meritato (e merita tuttora) ben altra attenzione. Purtroppo non è stato così. A noi resta solo la speranza, scarsamente consolatoria, che un domani il nostro “borgo fantasma” possa in qualche modo tornare a vivere». Fabrizio Rosticci, dell’assessorato alla cultura del Comune di Montecatini Valdicecina, ripropone il tema del “borgo fantasma”. L’occasione è data oggi dalla presentazione del libro di Leonardo Pizzorno dal titolo “I ragazzi di Buriano”.

Il romanzo sarà presentato oggi alle 17.30 nella saletta del Centro di Documentazione delle Attività Minerarie della Val di Cecina (piazza Garibaldi 1).

Com’è accaduto per gran parte delle tenute andate dismesse con il venir meno della centralità dell’agricoltura nel sistema produttivo nazionale, Buriano, che nel 1929 era passato con il suo territorio dal Comune di Volterra a quello di Montecatini, ha vissuto un progressivo spopolamento fino al definitivo abbandono ed al degrado che ne è derivato.

Ormai da tempo delle vestigia del passato - la bella villa Incontri-Rochefort (3 piani con torretta, per 73 stanze), la chiesa di San Niccolò, il cimitero (con la cappella sepolcrale della famiglia Incontri), la scuola elementare, la tabaccheria-emporio ed i resti dell’abitato con il Monumento ai Caduti della Grande Guerra ed i numerosi blasoni affissi ai muri dei vari edifici - è rimasto ben poco «se non desolazione», sottolinea Rosticci.

Seppur in rovina, l’antico borgo, inserito in un magnifico habitat naturale, mantiene un fascino del tutto particolare. «Chi ha avuto l’opportunità di visitarlo, di aggirarsi tra quei ruderi - dice ancora Rosticci - avrà vissuto sicuramente un’esperienza amara, raccapricciante, ed al tempo stesso sarà rimasto incantato dalla bellezza e dalla ricchezza del luogo ormai andata dispersa».

La presentazione del libro di Pizzorno offre lo spunto per una riflessione che Rosticci rilancia: «Su questo argomento, che dovrebbe toccare la sensibilità di noi montecatinesi, vorremmo che i presenti oggi non perdessero l’occasione di intervenire con proposte, critiche e richieste di chiarimenti». —

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