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A Calci per scoprire perché i volatili hanno... le ali

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L’evoluzione degli uccelli raccontata in un nuovo e coloratissimo allestimento Sarà inaugurato il 18 luglio al Museo di storia naturale dell’Università di Pisa

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calci. Continua a rinnovarsi e a fare il pieno di presenze tra scolaresche e turisti il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa all’interno della Certosa di Calci.

Tante le novità inaugurate nell’ultimo anno. Ed un ulteriore motivo di attrazione è in arrivo. Si tratta della nuova Sala dell’Evoluzione degli uccelli che il prossimo 18 luglio aprirà finalmente al pubblico. Dalle 17.30, sarà possibile scoprire dal vivo il nuovo percorso espositivo nei locali della Certosa: un allestimento che unisce idealmente passato e presente dell’evoluzione degli uccelli «mostrando - spiega in una nota il personale del Museo che ha curato il nuovo spazio espositivo - , da un lato, il percorso evolutivo che ha portato i dinosauri alla conquista dei cieli e dall’altro la biodiversità degli uccelli attuali, rappresentata dalla collezione ornitologica del Museo, per l’occasione studiata e restaurata».

«Nella prima parte - proseguono gli esperti del museo calcesano - 19 modelli a grandezza naturale illustrano le varie tappe del cambiamento che, nel corso dei milioni di anni, ha visto i dinosauri trasformarsi da animali unicamente terrestri a signori dell’aria. Fra i modelli, oltre a tre esemplari di Archaeopteryx, si potranno ammirare il Velociraptor, coperto di penne, e l’Oviraptor, rappresentato come madre premurosa dei suoi piccoli. La seconda parte dell’allestimento fornisce un’idea completa della sistematica degli uccelli attuali, della loro biodiversità e dello stato di conservazione delle specie in natura, attraverso l’esposizione di quasi 400 esemplari della collezione storica del Museo e della collezione Barbero, acquisita nel 2017».

La cerimonia di inaugurazione prevede, dopo i saluti istituzionali, quattro interventi di altrettanti esperti della materia che illustreranno il lavoro fatto a Calci. Saranno presenti Chiara Sorbini, curatore della sezione di Paleontologia del Museo, Gianluca Salvadori della ditta Naturaliter s.r.l., Simone Farina, curatore della sezione di Zoologia dei Vertebrati del Museo e Lorenzo Vanni del Centro Ornitologico Toscano. L’esposizione è stata realizzata anche grazie al sostegno della Fondazione Pisa.

Da ricordare, in questo ambito, la recente inaugurazione relativa alla nuova Galleria dei Primati, esattamente tre mesi fa, anche in questo caso resa possibile dal sostegno della Fondazione. L’allestimento della Galleria dei primati ha richiesto lunghi mesi di lavoro per il personale coinvolto ed è riuscita a valorizzare la collezione primatologica del Museo, che per l’occasione è stata studiata e restaurata, dall’altro mostrare l’enorme biodiversità dei primati in natura, la ricchezza degli ambienti naturali in cui vivono e la fragilità di questi delicati ecosistemi. Le ricostruzioni consentono di osservare la grande biodiversità delle foreste africane e sudamericane e la foresta spinosa del Madagascar dove vive il famoso lemure dalla coda ad anelli. Infine, nell’ambiente dedicato al Borneo, è stato affrontato uno dei temi più attuali per quanto riguarda la conservazione della biodiversità: la distruzione delle foreste del Sud-Est Asiatico a causa delle piantagioni di palma da olio. —

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