Il presidio
Attacco al sindaco «Dica come si chiude la partita del project»
Guazzini incalza Giglioli sui 10 milioni a carico del Comune La replica: «C’è una trattativa in corso, la fase è delicata»
SAN MINIATO. L’aveva promesso e lo sta mettendo in pratica. Manola Guazzini, candidata a sindaco della lista CambiaMenti alle ultime elezioni amministrative, oggi capogruppo del gruppo di opposizione, comincia a incalzare il sindaco di centrosinistra, Simone Giglioli. È comincia dal project financing, col Comune condannato a pagare 10 milioni (in attesa dell’appello al Lodo arbitrale), a cui è legato la gestione anche dei parcheggi di San Miniato.
«Cosa intende fare il sindaco per chiudere la partita del project financing? – domanda Guazzini – Ha qualche idea, in caso d’insuccesso dell’appello al Lodo arbitrale per far fronte al pagamento della somma in denaro a cui è stato condannato, per far fronte alle penali a carico del Comune proprio per il project financing senza compromettere le capacità d’investimento?».
Quesiti a cui il sindaco Giglioli risponde dicendo che «la partita del project financing è in una fase delicata, con in corso una trattativa ed è per questo che non mi è possibile entrare nel merito della questione». E, collegandosi al tema della necessità d’investire da parte dell’amministrazione comunale, il vincitore delle elezioni amministrative spiega: «Tra le priorità c’è sicuramente la realizzazione di un nuovo piano dei parcheggi che potremmo mettere in atto solo una volta che il Comune torni in possesso della gestione. È la strada che stiamo percorrendo».
La capogruppo di CambiaMenti, a questo proposito, chiede al sindaco «quale destinazione definitiva deve avere l’edificio che ha ospitato il polo ospedaliero di San Miniato. Secondo noi bisognerebbe individuare per queste strutture specifiche finalità sanitarie o riabilitative di livello più che locale, oltre che la destinazione a sede del distretto socio-sanitario di San Miniato».
Su questo fronte, Simone Giglioli dice di aver visitato l’ospedale degli Infermi e di aver constatato che «le strutture ospedaliere sono a pieno regime. Non ci sono edifici vuoti o inutilizzati, se non in minima parte e si tratta di spazi distaccati dal corpo sanitario che, al momento non sono agibili, e su cui sono in corso altri tipi di ragionamento. Sull’ospedale, invece, le specifiche finalità sanitarie o riabilitative sono ben definite». —
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