Il Tirreno

Pontedera

ex scuola elementare 

Via gli ultimi 7 migranti Il centro di accoglienza del S. Chiara è chiuso

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Cessa la sua attività il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) gestito dalla Azienda di servizi alla persona, Santa Chiara di Volterra, che ha accolto dal luglio 2014 al giugno 2019 oltre 100 migranti. La mancanza di emergenza legata all’arrivo di extracomunitari in Italia fa venire meno questo progetto che al Santa Chiara hanno sviluppato nell’ottica di far crescere culturalmente anche la comunità volterrana.

«Per Santa Chiara non è stata questa la prima esperienza di accoglienza – dicono dall’azienda di servizi alla persona – Già nel 2011, durante l’emergenza Nord Africa, aveva accolto, nei locali della ex scuola elementare, in Borgo San Giusto, un gruppo di migranti di varie etnie, concludendo l’esperienza nel marzo 2013. Esperienza che poco più di un anno dopo, a seguito dell’emergenza generata dagli ingenti sbarchi sulle nostre coste dall’anno 2014 in poi, Santa Chiara è tornata a rivivere, forte dell’esperienza precedente e della sua naturale missione volta all’accoglienza in generale».

Da Santa Chiara si fa una sorta di bilancio di questa esperienza. «Oltre al vitto e alloggio, all’assistenza personale, educativa e amministrativa, ai corsi di italiano, attivati sia da Santa Chiara che dal Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Volterra, gli ospiti del Cas sono stati accompagnati e supportati nell’orientamento ai servizi del territorio, cercando di renderli il più possibile autonomi – sottolineano dall’azienda – Incontri e progetti di integrazione sono stati attivati in questi anni, grazie alla collaborazione della contrada e del comitato di quartiere dei Borghi, dei cittadini “borghigiani”, della Caritas, delle scuole superiori e del Comune di Volterra. Progetti di utilità sociale, come l’impiego di alcuni ospiti per il mantenimento del decoro urbano». E ancora: «La struttura della ex scuola elementare è chiusa. Gli ultimi 7 ospiti rimasti sono stati trasferiti in altre strutture. Ci sono progetti allettanti per la riqualificazione dell’edificio, come servizi residenziali per gli anziani autosufficienti ed il centro diurno». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino