Il Tirreno

Pontedera

Cei scommette sul turismo: «Il Palio va “esportato” un comitato per tutelarlo»

Marco Sabia
Cei scommette sul turismo: «Il Palio va “esportato” un comitato per tutelarlo»

Francigena, Padule e iniziative oltre al salto di qualità dell’evento-clou l’assessore spiega la strategia per portare più visitatori a Fucecchio 

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

Le presenze turistiche a Fucecchio – tra il primo trimestre del 2018 e quello del 2019 – sono risultate in calo di circa 300 unità (da 1177 a 882). Un dato che però non preoccupa l’amministrazione comunale, la quale punta forte sui propri “cavalli di battaglia” (Padule, Palio, Francigena) per attirare più turisti nella città di Montanelli. In un territorio che, comunque, non ha una storia turistica alle spalle. A spiegare come è il riconfermato assessore al turismo Daniele Cei.

Assessore, come si fa a rendere Fucecchio una città turistica?

«Non essendo la nostra una città storicamente a vocazione turistica, partiamo svantaggiati. Però abbiamo intrapreso un percorso, che prevede anche politiche di marketing territoriale per le nostre eccellenze: il Padule, la Francigena, il Palio e altro ancora. Però, anche se partiamo indietro, non abbiamo niente da invidiare ai territori vicini. Vanno messi a regime i servizi turistici, perché quando il turista arriva qui deve sapere cosa fare e dove trovare accoglienza».

Per esempio?

«Se un turista arriva in Padule per fare un giro sul barchino, deve avere la possibilità di farlo. E per questo serve la collaborazione delle associazioni che già ci sono e si impegnano molto per la valorizzazione del territorio. In questo senso stiamo anche completando le pratiche per l’apertura di un ufficio turistico in piazza Montanelli, all’interno del teatro Pacini. Allo stesso modo il sito del Comune già ha una sezione turistica, dove trovare le informazioni sulle bellezze del territorio e sulle strutture ricettive».

Ha parlato di Francigena: quale futuro?

«La Francigena è importante, così come la Romea Strata. Come Comune capofila dell’aggregazione centro sud della Toscana stiamo giocando un ruolo da protagonisti e la Regione sta investendo per la manutenzione (ordinaria e straordinaria) e per la promozione. Ad esempio ad ottobre ci sarà lo “Slow Travel Fest” , che dal 18 al 20 ottobre porterà tanti appassionati sui nostri sentieri. L’obiettivo deve essere rendere il passaggio dalla Francigena più sicuro, pulito e vissuto possibile. A misura di pellegrino».

Poi c’è il PaIio: ci sono margini per renderlo turistico?

«È fondamentale far conoscere la nostra manifestazione al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori; chi viene da fuori, anche dai comuni vicini, deve sentirsi attratto da tutti gli eventi legati al Palio. Per questo è necessario creare una narrazione della nostra manifestazione, facendone conoscere le bellezze e le particolarità. Allo stesso modo stiamo valutando la creazione di un organo di tutela dell’immagine del Palio, chiaramente in accordo con le contrade».

Sarà possibile riproporre grandi eventi come il Giro?

«Il Giro è stato qualcosa di enorme, che ha esportato la nostra immagine oltre i confini regionali. Il nostro territorio ha una tradizione ciclistica e la Cispiosa potrebbe diventare la nostra Eroica, con una ricaduta importante anche sul turismo. E comunque non ci sono solo gli eventi sportivi per avere una risonanza mediatica così rilevante. Ci stiamo lavorando». —

Marco Sabia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani