Via al primo cantiere da 150.000 euro per la nuova tenenza
FUCECCHIO. Dal portone principale dello storico palazzo Landini Marchiani, prima sede di una scuola e più recentemente di uffici pubblici, ieri mattina è entrato un piccolo scavatore. È l’avvio dei lavori per la realizzazione di quella che sarà la tenenza dei carabinieri di Fucecchio. La trasformazione dello storico edificio in una caserma, approvata anche dalla Sovrintendenza ai beni architettonici di Firenze, consentirà a Fucecchio di vedere elevare a tenenza l’attuale stazione. L’intervento fa seguito al lungo iter amministrativo iniziato con la richiesta del sindaco per avere un più efficace contrasto alla criminalità e poi approvato dagli organi preposti come la prefettura di Firenze e il ministero della Difesa.
Fucecchio avrà quindi una decina di militari in più rispetto a quelli attuali a presidio del territorio e con la realizzazione della tenenza nel palazzo Landini Marchiani recupererà la palazzina attuale sede della stazione dei carabinieri in piazza Montanelli, attualmente di proprietà del Demanio, per utilizzarla come nuova sede della polizia municipale.
«Quello iniziato stamani (ieri, ndr) – spiega il sindaco Alessio Spinelli – è l’intervento strutturale sul palazzo. Si tratta di una lavoro necessario per consolidare l’edificio sul quale poi verranno fatti tutti i lavori per l’adeguamento dei locali che ospiteranno i militari, sia gli uffici che gli appartamenti. Il costo dei lavori iniziato oggi è di 150mila euro ed è un passaggio obbligato concordato con i vertici dell’Arma e col Ministero della Difesa”. I lavori, diretti dall’architetto Salvatore Spitaleri, sono realizzati dalla ditta Taddei Massimo di Lido di Camaiore (Lu).
«Sono particolarmente orgoglioso di dare il via ai lavori – ha aggiunto il sindaco – perché io quando si è parlato di sicurezza ho sempre anteposto i fatti alle parole. Le polemiche strumentali le ho lasciate a chi si è specializzato nel farle, io ho preferito lavorare e ottenere dei risultati concreti. La sicurezza urbana si migliora con i fatti, non certo con le parole e con l’interminabile propaganda». —
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