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Succo bio come mele marce, i dipendenti: "Avevamo paura di perdere il lavoro"
Intanto AssoConsum ha presentato un esposto e si dice pronta a costituirsi parte civile al processo. «La frode scoperta rappresenta un enorme danno all’economia agricola ed alimentare toscana
PONSACCO. Proseguono le indagini sulla maxi frode in commercio nel settore biologico che, secondo la Procura di Pisa, avrebbe nei due fratelli Buonfiglio, Giorgio e Walter, i due principali promotori. Gli interrogatori di garanzia degli otto arrestati (gli indagati sono 12 ) sono conclusi. I due imprenditori di Ponsacco si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e attendono l’esito del Tribunale del Riesame sperando di tornare in libertà o in un’attenuazione della misura cautelare. Dei quattro dipendenti della Italian Food di San Miniato finiti in carcere al momento solo Antonino Lo Vullo e Michele Giustiniani hanno avuto un atteggiamento di collaborazione, spiegando quelli che erano i loro compiti nell’azienda e come sapevano che il concentrato di succo di mela, prodotto in Serbia, non avesse le caratteristiche che sono richieste a un prodotto biologico.
Dopo l’interrogatorio di garanzia con il Gip, Giulio Cesare Cipolletta, sono stati nuovamente sentiti dal pm Giovanni Porpora. Entrambi i dipendenti avrebbero detto di aver sempre eseguito le disposizioni dei titolari per paura di perdere il lavoro.«Lo abbiamo fatto per salvare il posto di lavoro», questa in sintesi la loro posizione. Diversa da quella di Beatrice Caponi, difesa dallo stesso studio legale a cui si sono affidati i Buonfiglio, e di Maria Policastro, che sarà sentita nei prossimi giorni dal pubblico ministero.
Del resto, cosa avveniva nell’azienda è stato ricostruito dalle telecamere piazzate a San Miniato, oltre che dalle intercettazioni telefoniche e dalle campionature fatte sul succo di mela. Ha chiesto di essere interrogato anche l’imprenditore di Nocera Inferiore Ciro Barba. Dopo gli accertamenti degli ultimi giorni non si esclude che all’elenco degli indagati si possano presto aggiungere altri nomi.
Intanto AssoConsum ha presentato un esposto e si dice pronta a costituirsi parte civile al processo. «La frode scoperta rappresenta un enorme danno all’economia agricola ed alimentare toscana», spiega l’associazione dei consumatori.
Sul fronte sportivo la città del mobile si sta mobilitando per salvare la società di calcio legata a Walter Buonfiglio. Il presidente Massimo Donati ha aperto alla Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci il nuovo conto corrente bancario dedicato su cui saranno effettuati tutti i versamenti dei soggetti interessati a sostenere l’iscrizione al prossimo campionato di serie D. L’iban è IT06A0846114000000010969941. L’obiettivo è raccogliere 53mila euro entro il 12 luglio, data ultima per la consegna delle domande d’iscrizione. Per questo a Ponsacco sono già in cantiere numerose iniziative. La prima è fissata per giovedì alle 20.30 allo stadio: una “Cena per salvare l’Fc Ponsacco 1920”. Quindici euro per gli adulti e 5 per i bambini.
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