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La messa a Marti col cardinal Simoni “nemico del popolo”
Il prelato albanese ha trascorso la sua vita internato dal regime comunista per l’accusa di aver celebrato il suffragio per Kennedy
MONTOPOLI. Considerato “nemico del popolo” dal regime comunista albanese, ha trascorso la sua vita da internato e perseguitato, rischiando più volte la condanna a morte, ma senza mai perdere la fede che ne ha fatto un padre spirituale per i suoi compagni di prigionia e per il suo Paese. È l’incredibile testimonianza di Ernest Simoni (ordinato cardinale nel 2016 da papa Francesco), che questa mattina sarà ospite della parrocchia di Santa Maria Novella a Marti.
Il cardinale albanese, definito il “martire vivente”, celebrerà la messa delle 10 insieme al parroco don Fabrizio Orsini, prima di raccontare ciò che ha vissuto durante un momento conviviale nei locali della parrocchia.
Nato nel 1928, fu arrestato nel 1963 dalle autorità del regime comunista di Hoxha, con l’accusa di aver celebrato messa clandestinamente a suffragio del presidente Kennedy assassinato pochi mesi prima. Incarcerato e torturato, venne condannato a morte prima che la pena venisse commutata in 25 anni di prigionia e lavori forzati. Anche dopo la liberazione, nel 1981, continuò ad essere considerato “nemico del popolo” e costretto a lavorare nelle fogne di Scutari, continuando ad esercitare clandestinamente la sua attività sacerdotale.
Ospite spesso in Toscana dove vive un suo nipote, Simoni è stato invitato a Marti da don Fabrizio per portare la propria testimonianza di vita e di fede. E per i frequentatori della chiesta nel territorio di Montopoli Valdarno sarà davvero un’occasione per entrare in contatto con una persona che ne ha vissute davvero tante. —
G.P.
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