Il presidio
I sindaci a Enel: vogliamo i dettagli delle proposte per salvare l’indotto
POMARANCE. «Vogliamo conoscere nel dettaglio quali sono le proposte di Enel per sostenere l’imprenditoria locale e l’occupazione». È questo il messaggio che i sindaci di Pomarance, Castelnuovo Valdicecina, Monterotondo Marittimo, Monteverdi Martittimo e Radicondoli hanno inviato alla società leader per la geotermia.
Dopo l’incontro a Roma nei giorni scorsi, in occasione del quale non si sono apprezzati concreti risultati nella direzione auspicata, i sindaci hanno sospeso il confronto in attesa di proposte circostanziate e chiare. È di questi ultimi giorni la comunicazione interlocutoria inviata da Enel ai sindaci che ipotizza alcune misure da assumere a garanzia di maggiori ricadute per l’indotto locale. Un’apertura importante a cui le amministrazioni del territorio geotermico intendono però far seguire un tempestivo incontro per approfondire e discutere nel merito le proposte avanzate da Enel, con l’auspicio che l’ulteriore confronto possa preludere ad un rinnovato accordo formale tra le istituzioni locali ed Enel stessa.
Secondo il sindaco di Pomarance Ilaria Bacci, «è fondamentale capire quali concrete e attuabili strategie abbia in mente Enel per far ripartire l’economia locale legata all’indotto geotermico». In questo contesto – fanno sapere i sindaci – «è auspicabile che, da una collaborazione concreta e da un’attenzione fattiva rispetto alle problematiche del tessuto sociale della zona, possa ristabilirsi un normale quadro di relazioni istituzionali».
Intanto, la richiesta di svolgere un consiglio regionale a Larderello sui problemi del “vapore”, avanzata dal movimento GeotermiaSì, è stata accettata. Si farà a metà luglio, come detto dal presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani. La richiesta riguarda la crisi dell’indotto geotermico e i tagli agli incentivi.
«Il consiglio regionale terrà una seduta straordinaria a Larderello nella seconda metà di luglio – ha detto Giani –. Si sta creando una situazione davvero pazzesca. È sconcertante che venga colpita una fonte rinnovabile che risponde al 30 per cento del fabbisogno energetico della nostra regione. Il partito del no a tutto ha generato un danno incalcolabile alla Toscana, togliendo la geotermia dall’accesso agli incentivi per l’innovazione e la modernizzazione degli impianti. Per questo terremo un consiglio straordinario nei luoghi della geotermia, per assicurare la vicinanza dell’istituzione ai lavoratori e favorire le migliori condizioni di sviluppo per la Toscana». –
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