Il Tirreno

Pontedera

I ritratti con bulloni, bottoni e altri rifiuti decorano i pianoforti di Pausini e Antonacci

Marco Sabia
I ritratti con bulloni, bottoni e altri rifiuti decorano i pianoforti di Pausini e Antonacci

Le opere realizzate anche da una studentessa fucecchiese nell’ambito del progetto Scart della Waste Recycling 

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ritratti in tour

Ricreare i volti delle star della musica utilizzando… gli scarti industriali. È questo uno dei risultati del progetto Scart, nato come “costola”di Waste Recycling (oggi controllata da Herambiente e che da lunedì si fonderà per incorporazione con Herambiente servizi industriali), l’azienda del distretto che si occupa di trattare i rifiuti industriali. In Waste – dal 1998 – esiste la “divisione” Scart, che già dal nome fa capire di cosa si occupa: è il progetto artistico e di comunicazione fondato sul desiderio di ideare e creare opere e installazioni artistiche, utilizzando esclusivamente materiali recuperati.

E questo progetto – su idea di Maurizio Giani, l’amministratore delegato – negli anni ha prodotto risultati importanti nel mondo della “WasteArt”, cioè dell’arte del recupero. Stavolta i rifiuti industriali, però, sono finiti in un luogo tutto particolare, sicuramente inaspettato: i pianoforti di due grandi artisti, che stanno conducendo assieme un tour nei più importanti stadi italiani (ad esempio stasera saranno allo Stadio Olimpico di Roma).

Il riferimento è a Biagio Antonacci e Laura Pausini, i cui strumenti sono stati decorati con degli splendidi ritratti realizzati grazie a materiale di scarto: bottoni triturati, metallo tagliato, plastica, pelle, petali finti, vetri frantumati e anche bulloni. A vedere i volti riprodotti della Pausini e di Antonacci sembra di stare davanti ad un mosaico, che però tradizionalmente è fatto con materiali molto più pregiati. Ma si sa, l’arte è anche saper reinventarsi e De Andrè cantava che “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

In questo progetto è stata coinvolta anche una giovane studentessa dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze: si chiama Benedetta Chiari, ha 21 anni ed è di Fucecchio. A contattarla è stata Beatrice Beneforti, pistoiese 23enne con un’abilità fuori dalla media nel realizzare opere di questo tipo. Beatrice, infatti, ha ricevuto l’incarico dal direttore artistico del tour Pausini–Antonacci Luca Tommassini di creare dei volti-mosaico sui pianoforti dei due artisti.

E Beatrice, con Benedetta e altre due artiste (Irene Rovani e Chiara Gasbarro) si è messa all’opera, producendo dei volti dal realismo impressionante, tenendo conto che i materiali impiegati non nascono certo per dar vita ad un ritratto di una star della musica. Quei volti stanno facendo il giro d’Italia, grazie ai live e alle riprese video. La dimostrazione che dietro un artista di spicco ce ne sono tanti altri, che partecipano a vario titolo alla realizzazione di uno show coi fiocchi. «È una grande soddisfazione – racconta Benedetta – ed è veramente bello vedere quello che siamo riuscite a fare. Devo dire grazie anche ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto nelle mie scelte, che adesso mi stanno ripagando».

Chi entra nel progetto Scart deve avere la propensione ad usare materiali non pregiati, di risulta, nell’ottica di recuperare un qualcosa che sarebbe stato destinato al trattamento e allo smaltimento. È una forma d’arte che entra nell’economia circolare del rifiuto, dando nuova vita ad una piccola parte dei materiali non più utili (almeno non per quello per cui erano stati creati). E così da delle piccole placchette di metallo può “spuntare” il volto di Biagio Antonacci. —

Marco Sabia

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