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Pontedera

italia nostra e diritti in comune 

Associazioni all’attacco per il taglio degli olivi: «Una scelta sbagliata»

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FUCECCHIO. Le associazioni Italia Nostra e Diritti in Comune protestano per il taglio di 17 olivi a Torre. Una decisione presa dall’amministrazione comunale nell’ambito del progetto condiviso con la cittadinanza per la realizzazione di un’area verde con parcheggio nella frazione.

Il cantiere da 150.000 euro è partito proprio in questi giorni, con il sindaco Alessio Spinelli che ha spiegato al Tirreno che le piante «avevano un valore esclusivamente affettivo, su questo ci siamo confrontati anche con un agronomo. E spostarli altrove avrebbe richiesto una spesa eccessiva». Pronta la replica di Italia Nostra: «Se l’operazione sia “troppo costosa” non lo sappiamo: la misura è probabilmente soggettiva, ma la cura del paesaggio resta per noi fondamentale, una questione di civiltà, di rispetto per la nostra memoria, un investimento per il nostro futuro. A noi sembra che il problema non sia di “natura affettiva”, ma paesaggistica. Quando è proprio necessario eliminare alcuni olivi sarebbe doveroso inserirne altri (o meglio ancora, come detto, trapiantarli). Ci risulta che in passato era stato pensato di spostare quelle piante».

Si unisce alle critiche anche Diritti in Comune: «Persiste – scrivono Roberto Vezzosi e Manuele Vannucci – un metodo privo di razionalità nell’affrontare tutti i temi della vita della comunità. Si procede con interventi spot, che rispondono solo alle emergenze (e alle pressioni), senza una visione di prospettiva della città, su cui chiamare a discutere i cittadini e le loro rappresentanze sociali, partendo da una analisi dei dati reali e prospettando possibili soluzioni alternative, elaborate anche con il supporto di conoscenze scientifiche e tecniche, che pure non mancano, vista la vicinanza di tre sedi universitarie. Nel caso specifico, se il tema era, come pensiamo, non il parcheggio, ma creare un punto di aggregazione per la comunità torrigiana, sarebbe stato più utile coinvolgere nell’elaborazione di un progetto culturale-ricreativo le risorse sociali (circolo, parrocchia e contrada), anche utilizzando meglio gli spazi esistenti e sostanzialmente inutilizzati (campetto da gioco e giardini di via Ultrario), evitando di abbattere un patrimonio naturale, come gli ulivi di via Poggio Osanna». –



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