Il Tirreno

Pontedera

botte tra le mura domestiche 

Finisce in carcere l’uomo che picchiava a sangue la compagna minorenne

S.C.

La vittima delle violenze è già madre di una bambina I numerosi precedenti ricostruiti dalle indagini della Procura 

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PONTEDERA. Lei non è ancora maggiorenne e ha già una bambina di circa 16 mesi. Lui, il convivente ora arrestato per gravi reati, di anni ne ha 31, è di origini straniere e lavora come lavapiatti in un locale del Lungomonte pisano che Il Tirreno non indica per non rendere riconoscibile la vittima degli abusi.

La sera, quando torna a casa e ha bevuto un po’ troppo, sfoga la sua frustrazione sulla giovane compagna, italiana. Più volte quest’ultima è ricorsa alle cure dei medici del pronto soccorso dopo che era stata picchiata. Ma ogni volta trovava una scusa diversa per non denunciare il compagno. Alcuni mesi fa si era presentata in ospedale con il setto nasale rotto e ai medici del Lotti aveva raccontato di essere caduta in maniera accidentale. Invece, quello era il risultato di violente percosse a cui l’uomo l’aveva sottoposta.

L’altra notte i carabinieri della compagnia di Pontedera, intervenuti su richiesta dei vicini, hanno messo uno stop a questa catena di violenza.

Il fatto in sintesi. L’uomo torna a casa ubriaco, pretende di avere un rapporto sessuale con la ragazza, che cerca invano di sottrarsi alle attenzioni dell’uomo manesco.

Litigano, i vicini sentono la minorenne che grida disperatamente. È l’alba, ascoltano bene le voci, sentono offese e minacce. Decidono di chiamare i carabinieri. E quando i militari arrivano trovano una situazione drammatica, con la donna appena percossa. I medici dell’ospedale Lotti le presteranno le prime cure. Quindici i giorni di prognosi sul referto consegnato alla donna, come Il Tirreno ha scritto su questa cronaca anche ieri.

Ricostruita la vicenda e visti anche i precedenti, l’uomo viene arrestato e trasferito in carcere a Pisa. È accusato di maltrattamenti in famiglia e tentata violenza sessuale.

I carabinieri stanno ora mettendo insieme i vari pezzi della vicenda per ricostruire nel dettaglio i vari episodi e circostanziare tutte le accuse.

Nella mattinata di ieri il pm che segue il caso ha sentito la parte offesa, la minorenne. La giovane non ha mai trovato il coraggio di denunciare il convivente anche perché insieme hanno una figlia e lei teme di non riuscire ad andare avanti senza l’aiuto economico del 31enne.

Il litigio con aggressione avvenuto l’altra sera servirà anche a richiamare l’attenzione dei servizi sociali su questo nucleo familiare e sulla condizione di debolezza della giovanissima madre.

Fino a quando l’uomo resterà in carcere non ci sarà il rischio che possa tornare a casa e picchiare di nuovo, anche in maniera selvaggia visto che in un’occasione le ha rotto il setto nasale, la giovanissima compagna. –

S.C.

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