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assemblea annuale 

Assoconcia chiama Ponte a Egola «Uniamoci per la depurazione»

Idea dell’ente di Santa Croce per gestire i due impianti con una sola società «Così risparmiamo 4 milioni all’anno». Ora è attesa la risposta del Consorzio

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SANTA CROCE. La notizia arriva al termine della lunga relazione letta dal presidente Alessandro Francioni durante l’assemblea annuale, a cui partecipa anche il presidente della Regione, Enrico Rossi. L’Associazione conciatori propone una gestione unica della depurazione tra Santa Croce e Ponte a Egola. «Una proposta amichevole di integrazione della depurazione», così viene chiamato questo gesto distensivo tra l’ente di categoria e il Consorzio pontaegolese. Rossi appoggia l’idea, così come dalla sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda e dal suo collega di Fucecchio, Alessio Spinelli. Ora si attende la risposta del presidente del Consorzio conciatori, Michele Matteoli.

LA CHIAVE NELLE TARIFFE

Un tentativo, l’ennesimo, di unire gli imprenditori conciari che già collaborano in tante aziende collegate al mondo della concia toscana. Ma che, se avvenisse davvero l’unione all’insegna della depurazione, creerebbero un asse molto importante per il futuro. Francioni basa il progetto sulle tariffe. «Molto più basse quelle pagate da chi scarica l’acqua per la lavorazione della pelle nell’impianto Aquarno di Santa Croce rispetto a quanto avviene per il depuratore Cuoiodepur di Ponte a Egola», dice il presidente di Assoconcia che aggiunge: «Una gestione unica della depurazione farebbe risparmiare al settore circa 4 milioni, tutti avremmo la medesima tariffa di depurazione, tutti pagheremmo meno. È ormai condiviso che la depurazione su larga scala funziona meglio e costa meno. La nostra associazione negli anni ha portato avanti l’integrazione prima tra il depuratore di Santa Croce con quello di Castelfranco e poi l’unione con quello di Fucecchio. In questi passaggi abbiamo riscontrato sempre una ottimizzazione dei costi a vantaggio di tutte le concerie, con una tariffazione che non è fatta sull’appartenenza ad un Comune o all’altro, ma che è uguale per tutti. Una società unica che gestisce la depurazione del distretto, questa è la nostra proposta. Comprendiamo che a primo impatto la cosa possa suscitare qualche preoccupazione; è vero infatti che Il depuratore di Santa Croce ha una dimensione quadrupla rispetto a quello di Ponte a Egola, e che questa rispecchia la proporzionalità tra le due associazioni di categoria».

DICHIARAZIONE PUBBLICA Francioni si dichiara apertamente: «L’interesse dei conciatori è unico, chi crea scenari e mantiene separate attività che potrebbero essere unite, non può dire di operare nell’interesse dei conciatori. Al contrario, restando divisi si mantengono nel tempo cristallizzate e immobili situazioni e contesti che frenano la capacità di ammodernamento e sviluppo del sistema distrettuale. Noi abbiamo fatto questa proposta pubblicamente e per iscritto, nella massima trasparenza e sincerità, anche per evitare interpretazioni distorte o strumentalizzazioni, ci auspichiamo che ci giunga una risposta positiva nelle solite modalità».

FIERA UNICA

Un altro aspetto di condivisione, nell’assemblea di ieri all’Assoconcia, è stato quello di realizzare una fiera unica a Firenze, non in contrapposizione con Lineapelle organizzata dall’Unione nazionale industria conciaria (Unic). L’idea è di Spinelli, ma ha visto d’accordo i rappresentanti conciari e istituzionali d’accordo.

ECONOMIA CIRCOLARE

Rossi era presente anche per ribadire l’intenzione di portare avanti l’accordo sull’economia circolare sottoscritto con l’Associazione conciatori pochi mesi fa. Che ha occupato un ampio spazio nella relazione di Francioni e che riguarda, anche in questo caso, la tutela dell’ambiente. «Questo distretto è alla base del sistema moda – ha detto il presidente della Regione – È uno degli elementi fondamentali è che qui trovano pelle di qualità e certificata. Siete i fornitori materie prime di questo sistema complessivo e anche le origini di questo distretto si fonda sul valore del lavoro. Quest’anno il patto siglato tra Regione e e Assoconcia per l’economia circolare è stato un passaggio importante, grazie al vostro sforzo e alla nostra sinergia con l’obiettivo di mettere il distretto in sicurezza e arrivare alla piena chiusura del ciclo».

POLITICA E FORMAZIONE

Altri passaggi importanti della relazione riguardano il quadro politico ed economico attuale in cui i conciatori lavorano «circondati dall’incertezza» e la formazione. A questo proposito il presidente di Assoconciatori, richiamando l’attività di Unic e della Stazione sperimentale pelli, ha detto che «potrebbero esserci le condizioni per costruire una realtà formativa di rilevanza nazionale e internazionale, dando operatività a quel Politecnico del Cuoio che il nostro comparto non ha, nonostante l’Italia sia la nazione leader mondiale nella produzione di pellami». —

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di Redazione Pontedera