Italia
«Si faccia un consiglio comunale aperto sul centro islamico»
SANTA CROCE. Un consiglio comunale aperto e l’impegno da far sottoscrivere ad ogni associazione che opera sul territorio a rispettare la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Il centrodestra non ha intenzione di restare in silenzio di fronte al caso dei maltrattamenti compiuti sui bambini che frequentavano la scuola di Corano in via Michelangelo. «Sentiamo dire che la polizia ha fatto un blitz in un centro culturale, ma in realtà quello è un centro di indottrinamento del Corano. Grazie alle forze dell’ordine è emerso il problema. Ma nel nostro comune ci sono anche altre situazione di illegalità». Lo dice il capogruppo di minoranza in consiglio comunale, Alessandro Lambertucci, che era candidato a sindaco della coalizione di centrodestra alle ultime amministrative. Lambertucci e i consiglieri comunali di “Per un’altra Santa Croce”, Marco Rusconi, Vincenzo Oliveri, Benedetta Cicala e Valentina Fanella, hanno convocato una conferenza stampa per ribadire le loro posizioni sui temi dell’immigrazione e del rispetto della legalità.
«Ci aspettiamo che l’amministrazione ci chiarisca cosa succedeva in quella scuola. Noi vogliamo gli stranieri, gli islamici, ma rispettino i diritti fondamentali dell’uomo». Critiche alle parole della sindaca Giulia Deidda contro Matteo Salvini. «Parole che non possono essere accettate. E questi episodi dimostrano il fallimento del modello di accoglienza proposto dal centrosinistra», è la posizione dell’opposizione.
«In passato abbiamo chiesto al sindaco che venissero convocati tutti i capi religiosi del territorio e che firmassero la dichiarazione dei diritti dell’uomo. La mozione fu bocciata, la considerarono una forzatura. Chiediamo che le associazioni culturali che vogliono operare sul territorio firmino l’impegno a rispettare la Dichiarazione universale, così come viene chiesto ai partiti di sottoscrivere il “patentino antifascista”». Il centrodestra chiederà informazioni su tutta la vicenda non solo dal punto di vista penale ma anche fiscale e per capire se il fondo ha i necessari requisiti per ospitare 60-70 persone. «Non siamo sorpresi ma la cosa ci indigna. Nel centro andavano sia bambini che adulti a pregare e tutti lo sapevano». Oliveri poi ha parlato di altri accertamenti su un altro centro islamico. «Non so quale sia stato l’esito, ma il problema c’è». —
S.C.
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