Condannato a tre anni per millantato credito geometra cascinese
Fu anche arrestato per aver chiesto al cliente 14mila euro «da girare in Comune», ma era una scusa per spillargli soldi
cascina. Condannato per un episodio. Derubricato il reato da concussione a millantato credito per altre contestazioni per le quali è arrivata una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
È di 3 anni la pena inflitta ieri mattina a Gaetano Restivo, 51 anni, geometra di Cascina, che nel maggio 2014 venne anche arrestato dalla Guardia di finanza in un’inchiesta in cui inizialmente furono indagati anche un tecnico comunale e una agente della polizia municipale poi usciti dalle indagini.
Il giudice Luca Salutini (pm Giovanni Porpora) ha ritenuto colpevole di millantato credito l’imputato, difeso dall’avvocato Luca Poldaretti, per un solo episodio. Disposta anche una provvisionale di 15mila euro a favore delle tre parti civili oltre a 3mila euro di spese legali.
Non c’erano, insomma, tangenti che giravano nel palazzo comunale cascinese. Ma solo il professionista che voleva “spillare” soldi al cliente facendogli credere chissà quali rischi avrebbe corso quando in realtà i presunti agganci tra vigili urbani e ufficio tecnico erano solo immaginari. E funzionali a farsi pagare dal privato che poi lo denunciò alla finanza. Il casus belli era un abuso edilizio da coprire durante un sopralluogo tecnici e polizia municipale. Il procedimento penale era nato per il reato di concussione nell'ambito dell'ufficio tecnico di Cascina. Di qui il concorso nella consumazione del reato da parte di Restivo nel ruolo, secondo l’impostazione iniziale, di mediatore tra privato e uffici pubblici. La verità processuale ha raccontato altro. Anche se il proprietario del bene abusivo aveva dichiarato di aver pagato almeno 14mila euro al geometra perché la versasse ai funzionari comunali in modo che non rilevassero l'abuso edilizio - un edificio costruito senza autorizzazioni e poi coperto con montagne di paglia - nell'ansa dell'Arno a San Lorenzo alle Corti. Quei soldi non servirono, secondo la sentenza, a far chiudere gli occhi a tecnico e agente della municipale su una casa di legno di 90 mq. Erano il compenso lucrato da Restivo per aver millantato al cliente la necessità di pagare per metterlo al riparo dalla demolizione del manufatto abusivo. —
Pietro Barghigiani
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