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Quindici assunzioni al caseificio di Stefano Busti

Samuele Bartolini
Quindici assunzioni al caseificio di Stefano Busti

Le posizioni aperte riguardano i reparti produttivi e qualità. La ricerca è estesa anche al comparto commerciale e al ristorante “Il Rifocillo”

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FAUGLIA. «Hai la passione di cucinare?». Stefano Busti ti fa la domanda che non t’aspetti. È la domanda diversa, che rovescia la piramide, infatti, per l’imprenditore pisano i requisiti professionali non sono tutto; “l’ingrediente” in più, che spesso fa la differenza, è proprio la passione.

Sì, perché la chiave di volta per entrare a far parte del gruppo dei collaboratori del caseificio Busti di Acciaiolo, nel comune di Fauglia, non è solo l’esperienza professionale o la formazione scolastica. Ma sta anche nel cuore. Nella passione per il cibo. E, soprattutto, nella voglia di far star bene gli altri a tavola.

«Perché se hai la passione di cucinare, vuol dire che ti piace far sta bene gli altri». Ed è qui che sta la differenza tra un candidato e l’altro per l’amministratore della Busti Formaggi srl, società base del caseificio Busti. Nella passione. Nella voglia di far star bene gli altri. Perché solo se c’è passione, c’è anche la qualità. E il caseificio da 120 dipendenti di Acciaiolo ha sempre puntato sulla qualità. Niente latte in polvere. Bandite le macchine industriali. Il Caseificio Busti fa stagionare i formaggi nelle grotte di Roncione e di Lari. Al formaggio marzolino gli dà la forma piramidale a mano. La giratura per far venire la buccia sopra e sotto come si deve, anche quella a mano. Cose che nessuno fa più. Cose che le multinazionali se le sognano.

Ma pare proprio che il gioco valga la candela per Stefano Busti. Ora l’azienda è in un momento d’oro della sua attività. La produzione va bene. La vendita dei formaggi pure. Li distribuisce tramite supermercati e negozi specializzati in sessanta paesi nel mondo, soprattutto Usa e Nord Europa. Ultimamente ha aperto i contatti commerciali pure con la Cina e il Giappone. «Un mercato sterminato, da un miliardo e mezzo di persone, che ci apre orizzonti inaspettati e ci piacerebbe esplorare», dice Stefano Busti.

Ma per l’azienda è arrivato anche il momento giusto per cercare nuovo personale. Il caseificio Busti ha infatti 15 posizioni aperte. Cerca figure da poter inserire nei reparti produttivi e qualità, nel comparto commerciale, nel proprio spaccio e nel ristorante di proprietà “Il Rifocillo” dove la passione si vede, ma soprattutto si assapora. Quella del caseificio Busti è una storia che nasce proprio dalla passione.

Il caseificio pisano, arrivato oggi alla terza generazione, è nato nell’ottobre del 1955 coi nonni Alessandro e Remo, pastori originari dell’Alta Garfagnana. Oggi Stefano Busti, erede di questa tradizione insieme ai figli Marco e Benedetta, conduce l’azienda di famiglia ed è personalmente coinvolto nella produzione e nel controllo qualitativo dei prodotti. E deve filare tutto dritto. Come tradizione comanda.

Per candidarsi è necessario inviare il proprio curriculum all’indirizzo di posta elettronica: personale@caseificiobusti.it. —

Samuele Bartolini

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