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Pontedera, San Miniato e Ponsacco scelgono il nuovo sindaco

Una scheda nell'urna durante le elezioni amministrative
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Una scheda nell'urna durante le elezioni amministrative

Urne di nuovo aperte dalle 7 alle 23 di domenica 9 giugno per il secondo turno delle elezioni amministrative

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E' il gran giorno dei ballottaggi per scegliere i sindaci di Pontedera, San Miniato e Ponsacco. Urne aperte dalle 7 alle 23 e subito dopo scrutini per conoscere il nome di chi governerà le amministrazioni comunali di questi tre territori della provincia di Pisa nei prossimi cinque anni.

QUI PONTEDERA. Ci siamo. Domenica 9 giugno, le urne saranno di nuovo aperte per il ballottaggio tra i due sfidanti finali, Matteo Franconi per il centrosinistra e Matteo Bagnoli per il centrodestra. E in nottata sapremo se Pontedera confermerà, di fatto, l’amministrazione comunale o se svolterà in maniera netta. Un risultato, quest’ultimo, che sarebbe da considerare abbastanza clamoroso, se si guarda alla storia della città, guidata sempre da un governo di sinistra o di centrosinistra.

Da capire quanto l’ascesa della Lega, che sta trascinando il centrodestra, è riuscita a penetrare anche a Pontedera e se la situazione evolverà come avvenuto a Cascina prima e a Pisa poi. Con questo secondo turno sapremo se il vento del Carroccio, che da tempo sta soffiando sull’Italia, travolgerà anche la città della Vespa, per decenni a matrice operaia, o se il popolo del centrosinistra è stato in grado di difendersi da questa offensiva.

Di sicuro, tra le elezioni amministrative del 26 maggio e il ballottaggio di oggi abbiamo assistito a un risveglio dell’interesse per la politica da parte dei cittadini come non accadeva da molto tempo. Da giorni nei bar, nelle case durante la cena in famiglia, negli uffici o nei capannelli di amici in strada non si parla d’altro se non della sfida tra Franconi e Bagnoli.

Difficile, se non impossibile, convincere un elettore di una parte a passare dall’altra. Molto dipenderà da come si comporterà chi ha votato per il Movimento 5 Stelle che al primo turno ha ottenuto 1.670 voti (l’11,32%). Centrosinistra e centrodestra sono divisi da 1.323 voti (Franconi 7.111 preferenze e il 47,26% mentre Bagnoli ha ottenuto 5.788 voti, il 38,47%).

QUI SAN MINIATO. E ballottaggio sia, la parola agli elettori. Passate anche le ultime due settimane, sarà il responso delle urne a decidere se questa inedita partita a due turni, mai vissuta a San Miniato, seguirà la tenuta del centrosinistra negli enti locali registrata nel resto del comprensorio o sarà ricordata come “ribaltone”, che in Toscana da tempo non è più un tabù. Due settimane tranquille, dopotutto, in cui più che le polemiche e colpi di fioretto della prima parte della campagna elettorale hanno ceduto il passo ai big e ai comizi in piazza. Due candidati, Simone Giglioli ed i suoi 7.1006 voti (pari al 45,86%) e Michele Altini con i suoi 4.865 (pari al 31,185%) che sanno entrambi benissimo come questo genere di partite non siano mai scontate.

Tante le variabili in gioco: innanzitutto coloro che al primo turno sono andati a votare, quegli oltre 3.1406 sanminiatesi (22,129%) che hanno dato fiducia a Manola Guazzini e alle liste del Comitato CambiaMenti; ma anche coloro che potrebbero non andare al secondo. Un calo quasi fisiologico dell’affluenza fra primo e secondo turno che apre un po’ tutti gli scenari, verso l’ignoto, fino alla fine.

Partita che deciderà più che in passato anche il destino delle forze politiche minori, quelle liste di appoggio (Forza Italia per Altini, “Riformisti per San Miniato” e “Uniti si può” per Giglioli) il cui destino e la possibilità di avere rappresentanza in consiglio sono più che mai legati al proprio candidato.

E mentre il quadro politico cambia, prendono piede sempre più i volti nuovi, che anche nelle rispettive liste prendono molti più voti dei politici più navigati, basti pensare alle oltre 358 preferenze del giovane Marco Greco nel centrosinistra, avanti a vari consiglieri ed assessori uscenti, o alle 234 conquistate da Maria Beatrice Calvetti nel centrodestra, con deciso stacco su candidati che calcano il consiglio da anni.

QUI PONSACCO. La sindaca uscente, Francesca Brogi, si presenta al ballottaggio con un vantaggio di 838 voti. In percentuale sono dieci punti rispetto al suo sfidante Federico D’Anniballe. Ma l’incertezza è uno scenario che sta avvolgendo questo storico ballottaggio a Ponsacco dove il clima elettorale ha vissuto di clamorose fiammate sui social aumentando l’interesse per l’esito delle urne.

Quattro le liste legate alla candidata sindaco del centrosinistra con quella del Partito democratico e Per Ponsacco che hanno preso la maggior parte dei voti: 2.313 preferenze la prima lista e 971 la seconda, mentre Progetto Ponsacco e Ponsacco per l’ambiente hanno racimolato appena 234 voti la prima e 206 voti la seconda . Nello schieramento del centrodestra, invece, è stata la Lega a egemonizzare il primo turno del 26 maggio, confermando la tendenza nazionale che vede il Carroccio ai massimi della sua storia elettorale. Il partito legato a Matteo Salvini ha ottenuto 2.179 voti contro gli 800 scarsi suddivisi equamente tra Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Attenzione ai 961 voti presi dal Movimento 5 Stelle e dal candidato sindaco Gianluigi Arrighini. Visto il margine di distaccotra Francesca Brogi e Federico D’Anniballe, gli elettori pentastellati potrebbero far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.

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