Il presidio
Proposta di Spinelli: «Gite di terza media nei lager nazisti»
FUCECCHIO. «Al posto delle solite gite di fine anno sarebbe veramente bello che tutti i ragazzi delle terze medie potessero visitare i campi di concentramento della seconda guerra mondiale per rendersi conto di cosa ha potuto fare l’uomo quando ha abbandonato la ragione. Sarebbe una lezione di storia di grande importanza a conclusione del loro percorso scolastico». Lo ha dichiarato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli a margine dell’incontro in sala consiliare con i ragazzi che hanno recentemente partecipato al “Viaggio della Memoria” che annualmente viene organizzato l’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa.
A Fucecchio, teatro di una delle più feroci stragi naziste della seconda guerra mondiale, conservare la memoria e tramandarla alle giovani generazioni è un’esigenza ancora oggi molto sentita. Il Comune, ogni anno, finanzia il viaggio di 24 studenti delle scuole medie ai campi di concentramento. Sempre il Comune organizza iniziative e celebrazioni per ricordare i deportati, come gli operai della Saffa, e tutti i martiri, come quelli che furono uccisi dai nazisti durante la loro ritirata nell’Eccidio del Padule di Fucecchio il 23 agosto 1944: 174 persone, in gran parte donne e bambini. Questa particolare sensibilità ha fatto sì che alcuni giovani, una volta terminata l’esperienza della visita fatta attraverso la scuola, mantengano una grande attenzione ai temi della memoria. Non a caso, ad esempio, è nato il gruppo giovanile #fucecchioèlibera, composto in gran parte da ragazzi che hanno visitato quei luoghi e che oggi organizzano e partecipano alle celebrazioni che si tengono in occasione di ricorrenze locali e nazionali.
«Se vogliamo un futuro di pace – ha aggiunto il sindaco – è indispensabile che i nostri ragazzi conoscano la storia, sappiano da dove veniamo e cosa hanno portato in Europa nel secolo scorso il nazionalismo e il rifiuto del diverso. Oggi l’Europa, per fortuna, sta scegliendo un’altra direzione quasi ovunque. Ci vuole un’Europa del lavoro, della cultura e dell’istruzione. È l’unica alternativa possibile, altrimenti vincerà la paura e la voglia di chiudersi dentro i propri confini». —
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