Chiuso il reparto di chirurgia A per i mesi estivi Cgil attacca l’Asl
Il sindacato: «Ci saranno nuove ripercussioni negative per il pronto soccorso Il problema di fondo è la mancanza di personale»
PONTEDERA. Protesta della Funzione pubblica della Cgil per la chiusura del reparto di chirurgia A dell’ospedale Lotti di Pontedera. «Così si cancellano 22 posti letto – dicono dal sindacato – e non è chiaro se e quando riaprirà, ipotizziamo non prima della fine della stagione estiva».
È la prima volta che chiude questo reparto a differenza degli altri anni quando, nei mesi estivi in cui si verificano riduzioni degli interventi, venivano accorpati i due reparti di medicina, chiudendone uno. Dall’Asl Toscana Nord Ovest fanno sapere che la serrata di chirurgia A è un fatto organizzativo. In pratica è stato deciso di chiudere una delle due chirurgie, lasciando però aperte i due reparti di medicina dove confluiscono casi complessi e, soprattutto, tante persone anziane.
Il sindacato, però, batte sul tasto della mancanza di personale, aspetto che starebbe alla base di tante criticità. «Le paventate assunzioni nella ex Usl 5, in particolare tra gli ospedali di Pontedera e Volterra, sono solo stati una goccia nell’oceano». Il fatto che al Lotti resterà aperta solo chirurgia B, secondo la Cgil, graverà sul personale, «ingolfando ancora di più la macchina organizzativa con operatori sovraccarichi di lavoro e dimissioni sempre più rapide nel recupero di un posto letto. Le ricadute che ci aspettiamo e sospettiamo sono preoccupanti, a partire dagli interventi minori programmati che saranno procrastinati nei mesi successivi oppure a data da destinarsi, con inequivocabile allungamento delle liste d’attesa. Da non sottovalutare un nuovo e più rapido fenomeno di sovraffollamento dell’ospedale».
Ci saranno, sempre in base alle previsioni dei sindacalisti, ripercussioni negative sulla gestione del pronto soccorso per la mancanza di posti letto. Pontedera, per la Cgil, corre il rischio di ritrovarsi «barelle che sostano nei corridoi del pronto soccorso per intere giornate in attesa di un posto letto libero oppure dimissioni precoci che rischiano di riportare i pazienti in pronto soccorso dopo poche ore».
«La coperta è corta, troppo corta», sottolineano dalla Funzione pubblica della Cgil, aggiungendo: «La Rsu di Usl Toscana Nord Ovest ha ancora una volta chiesto d’affrontare il problema annoso del fabbisogno del personale. E non escludiamo di proclamare uno stato di agitazione». —
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