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Febbre da... barchini, quattro popoli contagiati: pace col Comune e la sfilata raddoppia i premi

Giacomo Pelfer
Febbre da... barchini, quattro popoli contagiati: pace col Comune e la sfilata raddoppia i premi

Archiviate le polemiche si alza il sipario sul 33° Palio di Castelfranco che andrà in scena domenica prossima, ecco i temi scelti dalle contrade 

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l’evento

Sette giorni esatti al Palio dei barchini. Castelfranco rinnova la sfida e ritrova l’orgoglio. «Quello di un Palio unico, dove si intrecciano comunità e identità storica. Un Palio da sostenere, perché migliorarlo significa favorire il senso dello stare insieme, il senso di essere castelfranchesi».

Il sindaco Gabriele Toti inaugura così il suo secondo mandato, nella prima uscita pubblica dopo la rielezione, ieri mattina, per la presentazione del 33° Palio. Un’edizione che segna una rinnovata sintonia con l’amministrazione dopo le polemiche di qualche mese fa, ma anche una ventata di fiducia e di entusiasmo nelle contrade. «Stiamo vedendo i primi risultati del progetto con le scuole» dice Paolo Nuti, presidente dell’Associazione Palio, mostrando il manifesto dell’edizione di quest’anno, scelto all’interno di un concorso indetto tra i ragazzi della scuola media e vinto dalla giovane Giulia Paterlini. «Oltre al concorso – aggiunge Nuti – una delle novità saranno i buoni che distribuiremo nelle scuole per l’accesso di domenica alle corse dei barchini».

Come da tradizione, però, Castelfranco vivrà di Palio per tutta la settimana, già da domani, anche se con alcune variazioni. Sparisce la vecchia cena itinerante, ma arriva al suo posto l’apericena di giovedì, a cura delle contrade, che farà da “antipasto” all’esibizione dei gruppi musici e sbandieratori e alla presentazione dei rematori in piazza Bertoncini. Nuovo slancio, poi, anche alla sfilata storica della domenica mattina, da sempre uno dei momenti più apprezzati. Dopo la reintroduzione dei premi dello scorso anno stavolta si raddoppia: oltre al premio per la miglior coppia e al miglior personaggio della sfilata storica, arrivano i premi per la migliore dama e quello (decisamente il più ambito dalle contrade) per la migliore rievocazione. «Tutte le contrade sono ben attrezzate. Ci sono le premesse per un grande Palio», dice Sergio Taddei, vicepresidente del Comitato, prima di lasciare la parola ai quattro presidenti.

SAN MARTINO

«Negli ultimi anni siamo stati un po’ litigiosi, ma alla fine si vedono i risultati della collaborazione tra le contrade», dice Tiziano Salvadori, da 15 anni alla guida dei verdearancio, che stavolta porterà in sfilata la vita del pittore castelfranchese Antonio Puccinelli. «Per quanto riguarda i barchini verremo in piazza per vincere – dice – giocandoci il nostro 25%».

SAN BARTOLOMEO

«I miei barcaioli hanno sempre dimostrato grinta e cuore e ce la giocheremo in tutte le competizioni», afferma Silvia Valori di San Bartolomeo. Per la sfilata il quartiere rossoblù ha scelto di rievocare l’ampliamento del cimitero a metà ‘800. «Anche la sfilata è una sfida – aggiunge Valori – e noi abbiamo la fortuna di avere dei ragazzi davvero in gamba».

SAN MICHELE

Sarà ambientata nel 1932, invece, la sfilata di San Michele, dedicata alla visita a Castelfranco della regina Elena. Per i gialloneri, a secco di vittorie da 15 anni, «c’è l’assillo e la difficoltà di essere la contrada “nonna”» dice il vicepresidente Stefano Bertolini, presente ieri al posto del Giovanni Papa, impegnato in Piemonte per una gara con il gruppo musici e sbandieratori della contrada.

SAN PIETRO

«La nostra squadra barchini potrà contare quest’anno su tre nuovi innesti» annuncia Massimo Martini, presidente della contrada biancazzurra che domenica prossima porterà in sfilata la nascita dell’asilo delle suore nel 1632. —

Giacomo Pelfer

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