Seguono gli studenti del liceo e trovano lo spacciatore
In manette è finito un uomo di 46 anni che riforniva anche giovanissimi Dall’inizio dell’anno sono 36 gli arresti di spacciatori nella sola Pontedera
Pontedera. Oltre un chilogrammo di hashish, tremila euro e i classici strumenti per preparare le dosi sono stati sequestrati l’altra sera dai carabinieri di Pontedera a casa di un marocchino che vive a Montopoli.
A lui, Alì Salà, 46 anni, operaio sulla carta ma di fatto disoccupato, i militari del Norm di Pontedera sono arrivati tenendo d’occhio le abitudini di alcuni studenti che frequentano le scuole superiori a Pontedera ma risiedono nei centri del comprensorio del Cuoio. L’altra sera i militari hanno effettuato una perquisizione a casa dello straniero dando così conferma ai loro sospetti. Hanno infatti trovato un chilo e 200 grammi di “fumo”, 3.300 euro, i soldi ritenuti il risultato dell’attività di spaccio, cinque telefoni cellulari che il presunto spacciatore usava per contattare persone del suo giro e per farsi contattare dai clienti, che molto spesso sono giovani studenti. Per lui si sono aperte le porte del carcere Don Bosco dove resta in attesa dell’interrogatorio di garanzia, deve difendersi dall’accusa di essere uno spacciatore di droga.
Nella stessa giornata i carabinieri della stazione di Pontedera hanno invece arrestato Said Abderraim, 39 anni, un altro marocchino di Pontedera, conosciuto come spacciatore e arrestato nelle scorse settimane con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti . Nel suo caso i carabinieri di Pontedera, che dall’inizio dell’anno hanno stretto le maglie dei controlli mirati a contrastare il mercato degli stupefacenti, dopo l’arresto di poco tempo fa non hanno mai smesso di controllarlo. In attesa di processo il giudice lo aveva rimesso in libertà con l’obbligo di non uscire di notte (doveva restare in casa dalle 19 alle 7) ma lui questa prescrizione l’ha violata più volte costringendo i carabinieri ad informare la Procura che poi ha chiesto una misura restrittiva più grave che ha portato al nuovo arresto.
I numeri
Sono numeri impressionanti quelli dell'attività portata avanti dai carabinieri della sola stazione di Pontedera ( a cui andranno aggiunti quelli del Norm e di altre forze di polizia cittadine) a cominciare dall’inizio dell’anno, con attenzione al mercato degli stupefacenti. Sono 36 gli arresti effettuati, andando a “pescare” chi c’è vende droga alla stazione ferroviaria, ai giardinetti di Fuori del Ponte, come al villaggio scolastico oppure nel bosco di Treggiaia. Un dato che spinge a fare un’altra considerazione su quanto sia diffuso il consumo di hashish e di cocaina e eroina in vari ambienti della città. A finire in manette non sono stati solo stranieri, sebbene siano loro in prevalenza a gestire il settore, ma anche giovani impiegati e studenti considerati insospettabili ma che evidentemente ma mantenere un certo tenore di vita o per pagarsi la droga ricorrono al sistema di sempre, diventando spacciatori. Recentemente, seguendo lo stesso filone dello spaccio tra gli studenti, sono stati accusati di spaccio due giovanissimi di buona famiglia e già accusati del grave reato. La droga dunque non è solo un affare per gli stranieri che ogni giorno, in maniera consiste, si ritrovano nella zona di piazza Unità d’Italia.
«C'è un largo consumo di droghe» dicono fonti investigative, che comincia alle scuole superiori ma che interessa anche varie fasce di cittadini. C’è un “mondo” di acquirenti di cocaina che preferisce spostarsi alla periferia e nei boschi sperando di sfuggire ai controlli. Un passaparola che conduce i clienti nei luoghi dello spaccio anche se poi quello stesso passaparola, quando qualcuno finisce nei guai, diventa prezioso per le stesse forze dell’ordine.
Certo già a metà anno il numero di arresti per droga a Pontedera è significativo di un problema che è più diffuso di quello che riesce ad emergere. —
Sabrina Chiellini
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