Manola Guazzini: «Nessuna indicazione per il voto del 9 giugno»
La lista CambiaMenti rifiuta eventuali accordi con centrosinistra e centrodestra: «Andare oltre il 22% è un ottimo risultato contro due colossi»
SAN MINIATO. Simone Giglioli lo aveva fatto capire subito dopo il voto di domenica 26 maggio. Manola Guazzini conferma, mettendo la pietra tombale su eventuali apparentamenti per il ballottaggio del 9 giugno tra la lista CambiaMenti da lei rappresentata alle amministrative di San Miniato e il centrosinistra del candidato del Pd. «Stiamo all’opposizione – dice Guazzini – e non accettiamo proposte né da una parte né dall’altra». Nessuna indicazione di voto, quindi, in vista dello storico appuntamento che vedrà Giglioli opposto a Michele Altini del centrodestra. «Il Comitato Cittadino CambiaMenti, per bocca del suo presidente Federico Faraoni e della candidata sindaco Manola Guazzini, ringrazia gli oltre 3.400 elettori che, attraverso il sostegno alla candidata Manola Guazzini hanno espresso la richiesta di una profonda discontinuità col sistema di potere che si è andato costituendo a San Miniato nell’ultimo decennio, in alternativa sia al Pd che di questo sistema di potere è stato protagonista, che alla destra – dicono dal comitato che rappresenta la lista civica – Anche se l’obiettivo della partecipazione al ballottaggio è stato mancato, 3.400 voti rappresentano una base di partenza straordinaria per un’alternativa che intendiamo far crescere, anche attraverso un impegno forte e puntuale di opposizione sia in consiglio comunale che tra la gente».
L’analisi del voto del 26 maggio è stata vissuta da Guazzini in due fasi ben distinte. «In un primo momento ero molto delusa – spiega l’ormai ex candidata a sindaco – Pensavo seriamente di poter arrivare seconda dietro a Giglioli e di portarlo al ballottaggio con la nostra lista. Poi, riflettendo ho capito che l’esito delle urne non è stato poi così negativo. Anzi, siamo partiti un anno e mezzo fa senza grossi mezzi e di fronte a due colossi. Da un lato la Lega col vento in poppa e un’ondata di sostegno mai vista. Dall’altra il Pd che ha sfruttato l’intervento continuo dell’amministrazione comunale uscente e di una macchina organizzativa che ha premuto a fondo l’acceleratore, anche in funzione di un contrasto al centrodestra sempre più crascente. Per questo andare oltre il 22% rappresenta un risultato molto positivo che faremo valere stando all’opposizione in consiglio comunale, senza dare indicazioni per il voto del ballottaggio».
Il comitato CambiaMenti, quindi, annuncia di «non cercare e di voler rifiutare, qualora venissero proposti, apparentamenti con l’una o con l’altra delle forze presenti al ballottaggio». E i responsabili aggiungono: «Manterremo un’impostazione alternativa rispetto a queste forze. Non daremo, come comitato, indicazioni di voto, anche perché, in quanto movimento civico, non intendiamo vincolare il diritto di voto dei nostri elettori, ognuno dei quali si comporterà, domenica 9 giugno, secondo la propria coscienza». E poi la stoccata al Pd: «Dovrebbero riflettere seriamente sulle proprie responsabilità coloro che, sbandierando per tutta la campagna elettorale la parola d’ordine della continuità, hanno prodotto, per la prima volta nella storia di san Miniato, un esito come il ballottaggio». Guazzini poi rimanda al mittente le accuse di aver favorito il centrodestra con la sua candidatura: «Semmai abbiamo rappresentato un argine contro un’avanzata mai vista della Lega».
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