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Prima “Bella ciao” nei vicoli poi il caffè con gli avversari
Primo giorno da sindaco per Santi, tra la festa di notte e la colazione al bar Priori Il pensiero ai genitori scomparsi e all’ex assessore morto nel giorno delle elezioni
VOLTERRA. Nebbia, vento e pioggia battente. La città etrusca ha accolto con questo clima il neo sindaco Giacomo Santi, vincitore delle elezioni con la lista di centrosinistra Fare Volterra. Una mattinata invernale. Non proprio il miglior auspicio per l’inizio di una così importante avventura. «Io invece voglio vederla diversamente – dice dalla stanza che fino a domenica è stata del suo predecessore, Marco Buselli –. Dopo un tempaccio così, non può che migliorare». La similitudine col clima politico di Volterra, dal punto di vista del vincitore, calza a pennello. «Con questo voto, Volterra ha sotterrato il civismo», ha detto nella giornata del trionfo ribadendolo ieri, a poche ore dall’inizio del mandato.
Nella stanza al primo piano di Palazzo dei Priori c’è parte della squadra che lo ha accompagnato verso l’elezione e che lo affiancherà per i prossimi cinque anni. C’è la record girl di preferenze, Eleonora Salvini («Quella giusta», dice Santi col sorriso) e poi Lorenzo Lazzerini, Virginia Moretti e Roberto Tamburini. «Escluso me – aggiunge il sindaco – sono tutti al primo mandato. Devono imparare tutto della macchina comunale». La riunione segue quella col segretario comunale Marco Petri e precede il giro di Santi nelle sedi dei carabinieri, della polizia, della Cassa di risparmio di Volterra e del vescovo, Alberto Silvani. Prende confidenza col nuovo ruolo, ma si gode anche una vittoria che, a suo dire, «era inaspettata, almeno con queste dimensioni».
Oltre seicento voti rispetto alla candidata di Per Volterra, Roberta Benini, che gli sono valsi una festa fino all’una di notte con cena e canto di “Bella ciao” tra i vicoli medievali. E un abbraccio profondo con sua moglie Manola che fa la designer a Colle Val d’Elsa ma che fino a quando mancavano quattro seggi alla fine dello spoglio è rimasta al lavoro. «L’ha fatto per scaramanzia – racconta Santi – ma poi è corsa a Volterra per dirmi che con la mia elezione ha vinto la politica senza barriere». Insieme al nuovo capo di Palazzo dei Priori anche il figlio diciottenne Alessio, che frequenta la quinta superiore e che nei giorni scorsi ha detto al babbo: «Se non ci riesci te a diventare sindaco, ci proverò io». A distanza, invece, la figlia Mara, 22 anni, che studia economia alla Cattolica di Milano. «E frequenta anche la scuola di politica di Enrico Letta – sottolinea ancora Santi – per dire quanto la politica sia radicata nella nostra famiglia, anche se nessuno lo fa di mestiere. Io, anche quando ho fatto l’assessore, non ho mai lasciato il mio impiego all’Altair chimica di Saline. Questa volta, però, credo che dovrò chiedere l’aspettativa».
Un risveglio dolce, quello di ieri per Giacomo Santi, che ha cambiato le sue rigorose abitudini di fare colazione in casa con avena e altri ingredienti non tradizionali. Un cappuccino e una brioche al bar Priori, quello davanti al municipio. «Il barista mi ha fatto i complimenti – afferma – ma la cosa più curiosa è stato incontrare due cittadini che non mi hanno votato ma che hanno comunque voluto offrirmi il caffè. È stato un bel gesto».
Sorrisi, pacche sulle spalle e congratulazioni. Ma anche un pensiero commosso rivolto ai genitori. «Andrò a trovarli al cimitero – dice – per poco non mi hanno visto sindaco». E un altro a Piero Ceccarelli, ex assessore e vicesindaco di Pomarance: «Per una persona che ha servito le istituzioni come lui, morire nel giorno delle elezioni è davvero strano. Aveva detto che, nonostante la malattia, voleva andare a votare. Purtroppo, non ha fatto in tempo». —
Andreas Quirici
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