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Pontedera

«La sinistra si considera spesso onnisciente da umiltà e ascolto arrivano le vittorie durature»

Cristiano Marcacci
«La sinistra si considera spesso onnisciente da umiltà e ascolto arrivano le vittorie durature»

Parla Giulia Deidda (Pd), la sindaca che ha ottenuto la riconferma ribaltando i risultati delle Europee nel suo comune 

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l’intervista

È l’esempio concreto di come il centrosinistra possa riuscire, se vuole, ad arginare lo tsunami leghista e salviniano. Stando quotidianamente tra la gente, ascoltando e confrontandosi, facendo e ricostruendo “comunità”. È forse questo il segreto su cui la giovane dem Giulia Deidda, sindaca uscente di Santa Croce sull’Arno, ha costruito la sua formidabile riconferma ribaltando più che ampiamente i dati delle elezioni europee, che avevano visto la Lega e il centrodestra prevalere alla grande.

Sindaca Deidda, cos’è successo a Santa Croce?

«Qui il centrodestra partiva da un risultato alle Europee piuttosto netto: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e altri partiti di destra avevano complessivamente oltre 3.650 voti. Il Movimento Cinque Stelle invece ha preso 643 voti (circa il 10%). Il centrosinistra partiva invece da circa 2.000 voti complessivi. La mia lista alle amministrative ha preso 3.348 voti, ed è innegabile che tanti che alle Europee hanno scelto partiti di governo, poi alle comunali abbiano votato il nostro centrosinistra».

E perché lo hanno fatto?

«Ci sono sicuramente dei motivi umani e di relazione. L'affidabilità delle persone in lista, la fiducia in persone che vedi ogni giorno, l'affiatamento del gruppo di candidate e candidati, il riconoscimento del lavoro svolto nei cinque anni appena trascorsi. Ci sono poi dei motivi politici. Ci sono stati elettori che in Europa hanno voluto rappresentare una forte protesta contro le istituzioni europee (molto amichevoli quando si tratta di dire che è importante andare a votare, perché si cerca legittimazione, ma molto meno simpatiche quando si tratta di oltrepassare il limite prestabilito di spesa pubblica) e poi però hanno preferito l'efficacia della pragmaticità alla paura immotivata».

A cosa si riferisce?

«Mi riferisco all'immigrazione. Sull'immigrazione e sulla gestione dell'accoglienza, sulla cosiddetta integrazione, noi abbiamo lavorato quotidianamente e senza fare propaganda. Pensiamo che uno dei tratti distintivi di Santa Croce sia proprio la capacità di trasformare le novità in occasioni. Pensiamo che la creatività santacrocese non si riveli soltanto nel settore produttivo e industriale, ma anche in quello sociale. Abbiamo il 24% di popolazione straniera sul nostro territorio comunale, con oltre 55 nazionalità, ma quando ci è stato proposto di ospitare in centro storico decine di richiedenti asilo da un giorno all'altro ci siamo ribellati. Perché le cose vanno fatte, ma vanno fatte bene. Altrimenti meglio evitare, per il bene di tutti».

Se la sente di dare qualche consiglio al suo partito?

«Credo che il Partito democratico potrebbe prendere spunto da come giorno dopo giorno noi sindaci, noi amministratori locali prendiamo le nostre piccole e grandi decisioni, anziché trascorrere le giornate a discutere e fare polemiche di corrente. Forse così recupererebbe consensi e nemmeno troppo lentamente. Perché anche se la sinistra a volte si sente onnisciente, non ha ancora imparato che dall'umiltà, dall'ascolto provengono le vittorie più durature».

Da dove partirà per il suo secondo mandato?

«Ci metteremo subito al lavoro per il Piano strutturale e operativo con Castelfranco. Inoltre, dobbiamo rendere efficiente l'illuminazione pubblica di Santa Croce, ci sono troppi sprechi». —

Cristiano Marcacci

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