Giglioli-Guazzini, resta il gelo Altini: «Noi vero cambiamento»
SAN MINIATO. «Non guardiamo alle liste». L'indomani dello spoglio più sofferto della storia della sinistra sanminiatese, il candidato sindaco Simone Giglioli (45,86%) risponde con freddezza a chi chiede lumi su eventuali apparentamenti per il ballottaggio.
I rumors si susseguono circa una trattativa già iniziata con la lista Cambiamenti di Manola Guazzini (terza col 22,29%), accusata dal popolo democratico di aver trascinato i protagonisti di una vittoria sicura fra le spine di un pericoloso ballottaggio, sono subito derubricati a pettegolezzo. E se lunedì il “quasi sindaco” Giglioli aveva azzardato un'apertura a «quelle forze, quelle persone e quei comitati civici che ritengono che a San Miniato si possa costruire un progetto di un nuovo centrosinistra» ieri ha precisato: «Guardiamo solo agli elettori delle altre liste».
Nei pensieri dei democratici alberga la paura di replicare quanto avvenuto in altri comuni toscani, dove il calo fisiologico dell'affluenza ha mandato a casa candidati che sembravano praticamente già seduti sullo scranno di sindaco. Dal canto suo però, anche Guazzini sembra irremovibilmente orientata verso un messaggio di «libertà di coscienza», anche se molti sostenitori delle due liste Attivamente e Cambiamenti, che sono arrivate ad un buon 22% dei voti, sono pronti a scommettere che un tentativo di accordo si potrebbe quantomeno tentare.
Si appella alla cittadinanza, invece, il candidato del centrodestra Michele Altini (31,85%), che in una nota parla di «risultato eccezionale». «Appare evidente che la mia candidatura rappresenta l'unica rimasta in campo nel segno della discontinuità e del cambiamento – dice Altini. – Offro a tutti gli elettori questa occasione imperdibile di poter rappresentare al ballottaggio del 9 giugno tutti coloro che sono al di fuori delle logiche vecchie di potere e portare aria nuova nel palazzo comunale di San Miniato». —
N.D.M
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