E ora che fanno i grillini? Arrighini tace e aspetta un segnale da Di Maio
Attesa nei prossimi giorni la riunione dei vertici a 5 Stelle che dovranno scegliere come indirizzare gli elettori per comunicarlo ai candidati
PONSACCO. Hanno detto più volte che in caso di ballottaggio non avrebbero dato indicazioni di voto, ma ora potrebbero cambiare la loro posizione. Il Movimento 5 Stelle, a Ponsacco e non solo, aspetta indicazioni dall’alto. Addirittura dal vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio.
Prima della fine della settimana i vertici pentastellati tracceranno la linea da seguire nei singoli comuni. Per il momento, dunque, Gianluigi Arrighini gioca a nascondino: «Siamo in silenzio stampa – dice – nell’attesa di sapere cosa deciderà di fare il Movimento». Il futuro resta avvolto da un punto interrogativo gigante. Anche se viene spontaneo un ragionamento. Fino a ieri i grillini avevano deciso di lasciare liberi di decidere i propri elettori, e ora invece attendono decisioni dai piani superiori.
Questo, dunque, fa pensare a un cambio di strategia all’orizzonte. E l’unico cambio possibile è quello di passare dalla neutralità allo schieramento da una parte specifica. In questo caso, non ci vuole un genio o un’analista da premio Nobel per capire chi appoggerebbe il Movimento tra Partito Democratico e Lega. Anche D’Anniballe deve aver fatto questa riflessione. E infatti il candidato leghista mostra già segni di apertura nei confronti di Arrighini, e quindi del Movimento. «Nei dibattiti che abbiamo fatto in televisione, Arrighini ha sempre detto di volere il cambiamento. Se è davvero quello che vuole – dice D’Anniballe – mi risulta difficile pensare che guarderebbe con favore una conferma di Francesca Brogi».
I voti dei grillini farebbero volare D’Anniballe attorno al 48%, sopra il centrosinistra. Ma c’è un altro attore sulla scena politica ponsacchina che potrebbe giocare un ruolo determinante al ballottaggio. Ed è la lista civica di Francesca Martini, Fare Ponsacco: 414 voti che ancora ballano. Perché come i 5 Stelle, anche quelli di Fare Ponsacco non hanno deciso da che parte schierarsi: «Nei prossimi giorni ci riuniremo e decideremo insieme. Sicuramente sarà una decisione democratica – spiega Martini – condivisa da tutti e approvata dalla maggioranza». Se è vero che Brogi ha visto sfilare via la rielezione al primo turno per 250 voti, è vero altrettanto che il peso di Fare Ponsacco potrebbe essere davvero decisivo. «Noi siamo disposti a dialogare con tutti – dice ancora Martini – ma deve essere chiaro che il nostro programma si fonda su due temi: i giovani e i rifiuti, per la cui raccolta abbiamo studiato una profonda riorganizzazione. Abbiamo preso più di Forza Italia e Fratelli d’Italia, pur essendo nati soltanto pochi mesi prima delle elezioni e avendo svolto la campagna elettorale con appena 400 euro di budget e un telefono cellulare. Il nostro è un grande risultato. Al resto penseremo nei prossimi giorni». –
T. S.
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