Italia
A Marti si attende il rientro della salma del cameriere trovato morto
Ieri il sindaco ha incontrato la madre della vittima «Siamo a disposizione per aiutare la famiglia»
MARTI. «Come Comune siamo a disposizione della famiglia del giovane trovato morto a Londra. Ho parlato più volte con la madre del giovane che chiede la massima riservatezza su quanto è successo». Il sindaco di Montopoli Valdarno, Giovanni Capecchi, ieri sera ha incontrato la madre di Eric Sanfilippo, il 23 enne, che ha trovato la morte mentre si trovava a Londra dove lavorava come cameriere.
«Alla madre del giovane ho offerto la disponibilità del Comune a collaborare sia per sbrigare le pratiche burocratiche che eventuali spese per riportare in Italia la salma del giovane», aggiunge il sindaco. Il rientro a Marti del corpo del ragazzo non sembra immediato, per ragioni che sono ancora legate alle indagini, come la madre, Carmen De Caro, ha spiegato.
La Farnesina continua a seguire la vicenda ma in queste fasi, stando anche ai comunicati della polizia londinese, l’ipotesi della morte violenta non ha trovato alcuna conferma nei primi accertamenti medico legali che sono stati richiesti ed effettuati a Londra.
«Attraverso il consolato italiano a Londra stiamo seguendo da vicino la vicenda della morte di Eric Sanfilippo» hanno ripetuto anche ieri dalla Farnesina. La famiglia della vittima ha chiesto che venga mantenuta la massima riservatezza su quello che è successo. E la polizia sta ancora indagando, cercando di ricostruire le ultime ore di vita del 23enne a Londra. Eric due settimane fa era stato licenziato da uno dei soci proprietari di un ristorante a Camden Town, famosa appunto per l’ampio mercato frequentato da studenti universitari, turisti e anche da numerosi punk. All’origine della decisione del ristorante sembra essere stato un malinteso tra i due che avrebbe potuto anche essere chiarito. «Sì, lo aveva licenziato – hanno raccontato i colleghi di lavoro – ma tutto si era risolto tra loro. E probabilmente lo avrebbe fatto di nuovo lavorare nel locale». Un intento che non è tradotto in qualcosa di concreto perché il giovane è morto. Ed è stato identificato proprio grazie alla lettera di licenziamento che era rimasta nella tasca di una giacca. La stampa londinese si è soffermata sul fatto che la vittima indossava scarpe Versace e abiti griffati. Così gli inquirenti, che per la morte del giovane hanno già indagato una persona, un italiano di 52 anni, stanno indagando anche nel giro delle amicizie del 23enne.
Intanto agli amici del giovane, che prima di trasferirsi a Londra, aveva lavorato anche in una pizzeria del centro di Pontedera, è stato detto che la salma non rientrerà in Italia prima della fine del mese. —
S.C.
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