La Ferruzza come la Juve condannata a vincere per cancellare l’ossessione
I bianconeri non vincono il cencio dalla prima edizione nel 1981 Daddi: «La rivale non c’è ma sentiamo la pressione. Sarà durissima»
a caccia di un eroe
Sarà per i colori in comune – il bianco e il nero – ma la Ferruzza si approccia al Palio come la Juventus alla Champions League: deve vincere, ha solo questo risultato. Se la Juve non vince la più importante competizione europea da 23 anni, la Ferruzza è ferma al palo addirittura dalla prima edizione, quella del 1981 vinta con Luca Sardelli e il cavallo Vola Vola.
Da allora sulla contrada sembra essersi abbattuta una maledizione, “aggravata” dal fatto di avere una rivale – Cappiano – che non si è mai peritata a fermarla fisicamente quando ha tutte le carte in regola per vincere. Oggi Cappiano non ci sarà, squalificata proprio per aver bloccato i bianconeri nell’edizione 2018; per questo dinanzi alla Ferruzza si prospetta un’occasione più unica che rara. Va tenuto conto che l’altra contrada che ha la nemica squalificata e che non vince da troppo tempo (Porta Raimonda) ha avuto in sorte non uno dei primi cavalli (La Gioconda). E poi Ferruzza è andata a scegliere quello che si dice essere il fantino attorno al quale ruotano i destini di questo Palio: Giuseppe Zedde detto “Gingillo” (nella foto tra Donnini e Daddi). Che non potrà assolutamente “gingillarsi”, cioè perdere tempo.
Capitan Federico Donnini è andato a prenderlo sui colli di Massarella, dove sembrava che Gingillo sarebbe rimasto. Le due contrade hanno siglato questo accordo e a Massarella è arrivato un super big di Siena, Giovanni Atzeni detto “Tittia”, l’uomo forte del dopo Bruschelli in piazza del Campo. Ma torniamo a Gingillo, figlio e fratello d’arte: il padre è Antonio Zedde detto “Valente”, due volte vincitore a Siena; il fratello maggiore, invece, è Virginio Zedde detto “Lo Zedde”, due volte trionfatore a Fucecchio (2005 e 2010 con Porta Bernarda e San Pierino).
La vittoria, insomma, Gingillo ce l’ha nel sangue, visto che a Fucecchio ha regalato il cencio a Sant’Andrea (2012) e Massarella (2016), oltre a 3 vittorie a Siena.
Ma nonostante questo alla Ferruzza sanno che oggi sarà una corsa difficile: «Non sarà difficile, di più – spiega il presidente Simone Daddi – anche se la rivale non c’è sentiamo la pressione. E con queste batterie a cinque tutti tireranno ad andare in finale e sarà una battaglia». Gingillo non è nuovo alla Ferruzza, indossò questi colori nel 2013, quando Daddi era capitano: «Giuseppe lo scelsi io e con lui è rimasto un grandissimo rapporto, che è cresciuto negli anni. Sinceramente quando il capitano mi ha detto che avremmo montato lui sono stato l’uomo più felice del mondo perché ho una profonda stima per lui, è una persona perbene oltre che un amico».
E sul cavallo Viky Fortuna avuto in sorte? «Non è un primissimo cavallo, è discreto e ci consente di provare a giocarcela fino in fondo. Noi ci metteremo tutte le nostre forze perché la contrada non vince dal 1981. Proveremo in ogni modo a riportare il Palio alla Ferruzza».
L’occasione è ghiottissima e la mossa Gingillo sembra quella giusta per mettere ogni tessera del puzzle bianconero al proprio posto. E poi Cappiano è costretta a fare il Palio “da terra”, cioè guardando da fuori e senza poter influire direttamente sulla corsa, se non stringendo accordi o promettendo futuri favori ad altre contrade. Se non è lo scenario ideale è probabilmente il migliore possibile per Donnini, Daddi, Zedde e soci. Il resto ce lo metterà la fortuna. Oppure... Viky Fortuna. —
M.S.
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