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Cinque in prima fila col rebus delle due contrade squalificate
Favoriti e possibili strategie delle dieci al via in Buca d’Andrea Le mosse di Cappiano e Bernarda costrette alla corsa “da terra”
partita a scacchi
Sarà il Palio della “nonna” Ferruzza, dell’organizzatissima Massarella o della combattiva Sant’Andrea? Oppure sarà l’anno buono per Borgonovo per sfatare un tabù che dura da 24 anni? E Samo e San Pierino – contrade senza rivale – non ci proveranno in ogni modo?
Cosa accadrà oggi in Buca d’Andrea lo sa (forse) solo la Dea del Palio, sempre che esista.
La trentanovesima edizione della carriera paliesca si preannuncia come una delle più combattute della storia recente: cinque contrade con cavalli di prima fascia, due outsider e altre tre che comunque non si danno per battute in partenza.
Questo Palio – se fosse un gran premio – contemplerebbe una prima fila a cinque: Massarella (Giovanni Atzeni detto “Tittia” su Vittorino), San Pierino (Simone Mereu su Hakara Trois), Samo (Alessio Migheli detto “Girolamo” su Uired), Ferruzza (Giuseppe Zedde detto “Gingillo” su Viky Fortuna) e Borgonovo (Simone Fenu su Zarck). Queste cinque posizioni sono tranquillamente intercambiabili. Subito dietro Sant’Andrea (Gavino Sanna su Red Riu) e Querciola (Carlo Sanna detto “Brigante” su Vankook).
In ultima fila – almeno sulla carta – le restanti tre contrade: Botteghe (Andrea Mari detto “Brio” su Le Kabyl), Porta Raimonda (Jonatan Bartoletti detto “Scompiglio” su La Gioconda) e Torre (Adrian Topalli su Uolcher).
Un Palio particolare, a dieci contrade per le squalifiche di Cappiano e Porta Bernarda.
Queste due contrade vivranno una giornata strana e particolare, dove fondamentalmente dovranno gufare le rivali (Ferruzza e Porta Raimonda).
In particolare Cappiano rischia la “purga” da parte della nemica, mentre il cavallo di Porta Raimonda non impaurisce più di tanto l’altra Porta. È innegabile come molta della pressione cada sulla testa proprio di Ferruzza, la nonna del Palio: non ha la rivale in pista, non vince da trentasette anni, ha un fantino di grande livello e un cavallo tra i più desiderati dell’ultima tratta; in particolare Giuseppe Zedde sembra essere il fantino attorno al quale ruotano i destini di questa corsa; ma anche un altro big di Siena come Giovanni Atzeni non è certo venuto a Fucecchio a fare una passeggiata.
C’è poi il trittico di fantini che vengono dagli ippodromi – Fenu, Mereu e Gavino Sanna – che il Palio lo fanno per vincere e che sono fuori (totalmente o parzialmente) dalle “questioni senesi”.
Uno come Alessio Migheli, invece, è in cerca di rilancio: montare Uired per i campioni in carica di Samo potrebbe essere l’occasione giusta per lui (vincendo regalerebbe il cappotto ai rossoblù).
Botteghe con Andrea Mari punterà ad andare in finale e a far sì che i più quotati rivali biancorossi non vincano; Torre, con Adrian Topalli, ha l’arduo compito di evitare la vittoria della super accoppiata massigiana Tittia–Vittorino (cavallo di proprietà di Atzeni). Querciola con Vankook e Carlo Sanna si trova nella terra di mezzo, mentre Porta Raimonda non è stata (per l’ennesima volta) baciata dalla fortuna. —
M.S.
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