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Borghini fa il pompiere: «Noi favoriti? No, outsider Zarck è un debuttante»
Il capitano di Borgonovo vuole liberare i biancorossi dalla pressione in vista della carriera di domani: «Vedo altre contrade messe meglio»
CUORI BIANCOROSSI
«Noi favoriti? Sinceramente vedo altre contrade messe meglio. Noi siamo degli outsider». Massimiliano Borghini è il capitano di Borgonovo, contrada che dalla tratta ha avuto in sorte il promettente debuttante Zarck, quattro anni di età (il minimo sindacale per correre).
La contrada alla tratta ha esultato ma per arrivare pronti al Palio c’è tanto da fare, proprio perché l’ottimo Zarck un Palio non l’ha mai fatto: «Noi sicuramente ci proviamo – spiega Borghini – ma Zarck è un po’ il “bambino” del gruppo. Nelle corse in provincia ha fatto bene ma il Palio è un’altra cosa, noi in questi giorni stiamo lavorando per insegnargli questo giochino».
Insomma Borghini getta acqua sul fuoco, probabilmente per liberarsi di un po’ della pressione che gli è inevitabilmente arrivata addosso dopo l’assegnazione di Zarck (allenato da Alessio Migheli, che monta per il Samo). Però, pressione o no, i biancorossi non vincono dal 1995, un’eternità se si pensa che questa contrada ha fatto la storia del Palio con la formula dell’ingaggio. All’epoca a cavallo c’era Massimo Donatini, fantino che veniva dalle corse regolari. Dagli ippodromi viene anche Simone Fenu, che per il secondo anno vestirà la giubba biancorossa: «C’è un rapporto con Simone, costruito dall’anno scorso. È stato quindi naturale riconfermarlo e decidere di andare avanti assieme. Noi ci crediamo molto, già dal debutto dell’anno scorso; se si guardano le statistiche i fantini leggeri come Fenu danno qualcosa in più in pista».
E la rivale – che sulla carta parte indietro – cosa farà? «Io credo che faranno la loro corsa, come noi del resto. Anche loro hanno un cavallo che ha fatto poche corse, tutto da scoprire. Penso che anche Le Botteghe abbia le carte in regola per provarci. Poi è chiaro che avranno un occhio di riguardo per noi, così come noi lo avremo per loro». In poche parole il capitano (ed ex barbaresco) non vede grosse disparità coi rivali gialloviola. Detto questo cosa si aspetta Borghini dalla corsa di domani? «Credo che tutti possano giocarsela, anche se chiaramente qualcuno ha delle possibilità in più, almeno in teoria. Molti cavalli – come il nostro – sono da scoprire, altri sono esperti; le batterie saranno delle finali, tirate fino alla fine. Il nostro cavallo ha dimostrato di essere “da corsa” ma deve imparare a muoversi in un contesto per lui nuovo com’è quello del Palio».
Fenu, insieme a Gavino Sanna e Simone Mereu, fa parte della truppa di fantini che si sono fatti le ossa negli ippodromi, invece che nei palii. Fantini forse meno abituati a fare a “sportellate” e ad usare le maniere forti ma sicuramente molto capaci tecnicamente e favoriti dal fatto di avere un peso minore che toglie zavorra al cavallo in corsa e che consente loro di rimontare nel secondo giro. Ventiquattro anni dopo, Borghini e soci si augurano che Fenu faccia un Palio “alla Donatini”, sorprendendo tutti e riportando il cencio in contrada. Tra il dire e il fare c’è di mezzo la rivale Botteghe, che sicuramente avrà più di un occhio di riguardo per i più accreditati (almeno sulla carta) biancorossi.
Le vicissitudini tra queste due contrade domani avranno indubbiamente un peso, tenendo conto che le coppie di rivali quest’anno sono solo due (Borgonovo – Botteghe e Torre – Massarella) e non quattro (per le squalifiche di Cappiano e Porta Bernarda). —
M.S.
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