La Rems di Volterra potrebbe ospitare un duplice omicida
Dario Capecchi ha ucciso il padre e la sua convivente ma è stato assolto per vizio di mente. Dovrà stare 10 anni in un ex Opg
VOLTERRA. Assolto a Firenze, per vizio totale di mente, Dario Capecchi, 44 anni, l’uomo che la notte tra il 29 e il 30 giugno 2018 uccise a coltellate il padre Osvaldo Capecchi, 68 anni, e la sua convivente Patrizia Manetti, 69 anni, sorprendendoli nel sonno nella casa di Impruneta. Il giudice, nel processo che si è tenuto con rito abbreviato, ha però stabilito che il 44enne, date le sue condizioni psichiatriche, debba rimanere rinchiuso in una Rems per un tempo minimo di 10 anni, anche perché «socialmente pericoloso». E la destinazione potrebbe essere Volterra che, però, è piena e ha una lista di attesa di 20 persone.
Il suo difensore, avvocato Simona Salamò, chiede alle autorità competenti che «al più presto Capecchi venga invece inserito in una struttura psichiatrica residenziale a gestione prevalentemente sanitaria, cioè il tipo di strutture che la legge indica come Residenza per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems), che hanno sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). Il giudice ha stabilito peraltro che Capecchi deve stare minimo 10 anni in una Rems. «Dario Capecchi – spiega il suo avvocato – è in carcere da quasi un anno, anche se dall’ottobre 2018 la misura cautelare è stata sostituita dal Gip con una misura di sicurezza per cui dovrebbe andare in una Rems dove soggetti come lui dovrebbero essere collocati, perché da un lato verrebbero adeguatamente contenuti e dall’altro adeguatamente curati. Invece molti, come Capecchi, sono in un penitenziario con tutti i limiti che questo comporta».
L’avvocato Salamò evidenzia che «in Italia ci sono solo 28 Rems. È necessario individuare una soluzione che garantisca un trattamento più adeguato rispetto a quello erogabile in regime carcerario. In Toscana l’unica Rems è a Volterra, che non solo è piena ma ha una lista di attesa di 20 persone». —
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