Il presidio
Biometano e fertilizzanti dai rifiuti organici toscani
Tra due anni a Peccioli sorgerà un impianto che produrrà anche energia elettrica Il sindaco Macelloni: «La Regione ha già fornito una preautorizzazione»
PECCIOLI. La Belvedere crea una società con Alia servizi ambientali per la costruzione di un impianto di biometano per il recupero dei rifiuti organici degli sfalci e delle potature e per la produzione di energia elettrica e fertilizzanti. La nuova società si chiama Albe e si propone di gestire l’organico di buona parte della Toscana, visto che è in programma la costruzione di un impianto simile anche a Montespertoli.
Un investimento da trenta milioni che nel 2021 aggiungerà al polo ambientale della Belvedere a Legoli una struttura che viene progettata per inserirsi nella maniera meno invasiva possibile in un contesto paesaggistico di grande pregio. L’idea è di creare spazi a verde dove i cittadini possano svolgere attività sociali (la copertura dell’impianto, ad esempio, dovrebbe essere destinata ad eventi ancora da studiare). L’annuncio è arrivato ieri dopo che la Regione ha dato una preautorizzazione all’operazione. «Entro la fine dell’anno contiamo di arrivare al progetto esecutivo e all’affidamento della gara – ha detto il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni – per poi ottenere l’autorizzazione definitiva alla costruzione».
«Senza questo impianto la raccolta porta a porta non può andare avanti», ha aggiunto Macelloni, presente insieme all’amministratrice delegata di Albe, Alessia Scappini, al presidente di Alia, Paolo Regini, al presidente di Belvedere, Silvano Crecchi e all’architetto Pietro Basilio Giorgieri. La struttura si estenderà per 2,3 ettari vicino alla discarica di Legoli. La copertura del blocco centrale è di 13mila metri quadrati e per dare un’idea della grandezza, l’architetto Giorgieri ha citato i settemila metri quadrati di piazza della Signoria a Firenze, aggiungendo: «La nostra progettazione parte dallo studio di impianti simili costruiti in Europa e punta a crearne uno aperto al pubblico e che s’inserisca nel contesto ambientale».
«L’impianto produrrà biometano con digestione anaerobica – ha detto Scappini –. Biogas con caratteristiche di purezza superiori a quelle derivanti dal petrolio. E così avverrà il recupero energetico oltre alla produzione dei fertilizzanti. Questo è un progetto di economia circolare e bioeconomia e si propone di riqualificare ulteriormente un contesto naturalistico di grande livello».
Secondo Regini, «non si è trattato di una scelta facile, ma con Belvedere abbiamo in comune l’interesse a far bene il nostro lavoro e a stare sul crinale dell’innovazione, tenendo alta l’attenzione sui rifiuti. Ne faremo un altro a Montespertoli e con questi impianti risolveremo gran parte dei problemi dei rifiuti in Toscana. Questo è il nuovo orizzonte».
Alia, del resto, gestisce i rifiuti dell’Ato Toscana Nord, mentre Belvedere è un punto di riferimento per lo smaltimento regionale. L’impianto sarà realizzato per gestire un flusso pari a 105.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici. «L’attività diBelvedere nasce perché c’è un sistema politico e istituzionale che dà scelte precise alla nostra società – ha spiegato Crecchi –. La nostra società è frutto di un progetto politico-amministrativo. E usiamo metodi rigorosi, affrontando il tema dei rifiuti con pragmatismo, guardando con attenzione alle tecnologie e parlando solo quando abbiamo elementi concreti in mano». —
Andreas Quirici
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