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Biometano e fertilizzanti dai rifiuti organici toscani

Andreas Quirici
Biometano e fertilizzanti dai rifiuti organici toscani

Tra due anni a Peccioli sorgerà un impianto che produrrà anche energia elettrica Il sindaco Macelloni: «La Regione ha già fornito una preautorizzazione»

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PECCIOLI. La Belvedere crea una società con Alia servizi ambientali per la costruzione di un impianto di biometano per il recupero dei rifiuti organici degli sfalci e delle potature e per la produzione di energia elettrica e fertilizzanti. La nuova società si chiama Albe e si propone di gestire l’organico di buona parte della Toscana, visto che è in programma la costruzione di un impianto simile anche a Montespertoli.

Un investimento da trenta milioni che nel 2021 aggiungerà al polo ambientale della Belvedere a Legoli una struttura che viene progettata per inserirsi nella maniera meno invasiva possibile in un contesto paesaggistico di grande pregio. L’idea è di creare spazi a verde dove i cittadini possano svolgere attività sociali (la copertura dell’impianto, ad esempio, dovrebbe essere destinata ad eventi ancora da studiare). L’annuncio è arrivato ieri dopo che la Regione ha dato una preautorizzazione all’operazione. «Entro la fine dell’anno contiamo di arrivare al progetto esecutivo e all’affidamento della gara – ha detto il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni – per poi ottenere l’autorizzazione definitiva alla costruzione».

«Senza questo impianto la raccolta porta a porta non può andare avanti», ha aggiunto Macelloni, presente insieme all’amministratrice delegata di Albe, Alessia Scappini, al presidente di Alia, Paolo Regini, al presidente di Belvedere, Silvano Crecchi e all’architetto Pietro Basilio Giorgieri. La struttura si estenderà per 2,3 ettari vicino alla discarica di Legoli. La copertura del blocco centrale è di 13mila metri quadrati e per dare un’idea della grandezza, l’architetto Giorgieri ha citato i settemila metri quadrati di piazza della Signoria a Firenze, aggiungendo: «La nostra progettazione parte dallo studio di impianti simili costruiti in Europa e punta a crearne uno aperto al pubblico e che s’inserisca nel contesto ambientale».

«L’impianto produrrà biometano con digestione anaerobica – ha detto Scappini –. Biogas con caratteristiche di purezza superiori a quelle derivanti dal petrolio. E così avverrà il recupero energetico oltre alla produzione dei fertilizzanti. Questo è un progetto di economia circolare e bioeconomia e si propone di riqualificare ulteriormente un contesto naturalistico di grande livello».

Secondo Regini, «non si è trattato di una scelta facile, ma con Belvedere abbiamo in comune l’interesse a far bene il nostro lavoro e a stare sul crinale dell’innovazione, tenendo alta l’attenzione sui rifiuti. Ne faremo un altro a Montespertoli e con questi impianti risolveremo gran parte dei problemi dei rifiuti in Toscana. Questo è il nuovo orizzonte».

Alia, del resto, gestisce i rifiuti dell’Ato Toscana Nord, mentre Belvedere è un punto di riferimento per lo smaltimento regionale. L’impianto sarà realizzato per gestire un flusso pari a 105.000 tonnellate all’anno di rifiuti organici. «L’attività diBelvedere nasce perché c’è un sistema politico e istituzionale che dà scelte precise alla nostra società – ha spiegato Crecchi –. La nostra società è frutto di un progetto politico-amministrativo. E usiamo metodi rigorosi, affrontando il tema dei rifiuti con pragmatismo, guardando con attenzione alle tecnologie e parlando solo quando abbiamo elementi concreti in mano». —

Andreas Quirici

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