Il Tirreno

Pontedera

La sicurezza che non c’è 

Furto in municipio chi ha colpito conosceva il sistema d’allarme

Sabrina Chiellini
Furto in municipio chi ha colpito conosceva il sistema d’allarme

Tanti i dubbi sul raid contro la cassaforte dell’ufficio personale E la stanza resta chiusa in attesa per rilevare le impronte

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PONSACCO. Saranno determinanti le immagini estrapolate dal sistema della videosorveglianza, oltre alle eventuali impronte che i carabinieri riusciranno a trovare per ricostruire come è avvenuto il furto, all’interno dell’ufficio del personale, nel municipio a Ponsacco.

Tanti pezzi devono ancora trovare il loro giusto posto. Per prima cosa c’è da capire per quale ragione l’allarme non è entrato in funzione. Si racconta che un sensore fosse rotto da alcuni giorni e che per questo motivo nelle sere precedenti al raid, che è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, avesse più volte segnalato intrusioni anche se poi non c’era un vero rischio concreto. Ma i malviventi, o uno di loro, potrebbero essere entrati nel Comune durante il pomeriggio di venerdì, sapendo però (come non si sa) che l’allarme viene attivato dall’istituto di vigilanza ad un’ora ben precisa, quando c’è la certezza che ogni ufficio sia chiuso. Chi ha agito forse era a conoscenza di tutti questi dettagli. Di sicuro è riuscito a dribblare il sistema di allarme e la videosorveglianza. E nel frattempo ha anche preso a picconate la cassaforte per portare via alcuni buoni pasto e documenti. È probabile anche, questa è un’altra ipotesi, che gli autori del furto siano passati da piazza Valli, scalando un terrazzo. Qui sono stati trovate alcune impronte che i carabinieri hanno già ispezionato. Tanto rumore per nulla, verrebbe da pensare. Perché alla fine, non è che dal Comune siano sparite grandi cifre. Ma resta la beffa del palazzo comunale che, nonostante i dispositivi di cui è stato dotato per abbattere il rischio dei furti, è stato ancora una volta preso di mira.

Non è nemmeno la prima volta che succede, ricordano alcuni impiegati comunali. Sempre con modalità diverse. Le immagini delle telecamere chiariranno almeno da dove i “topi” sono passati per entrare. Pare inoltre che l’istituto di vigilanza con cui è abbonato il Comune avesse avuto la segnalazione del furto ma che la guardia si sia poi recata sul posto con un certo ritardo. Questo perché nei giorni precedenti l’allarme era suonato più volte senza motivo. «Aspettiamo l’esito delle indagini», dice la sindaca, Francesca Brogi, che preferisce tenere un profilo basso in questa vicenda almeno fino a quando non saranno chiariti alcuni aspetti.

Intanto chi lavora all’ufficio personale anche oggi resterà senza la sua postazione lavoro. La stanza è chiusa e così deve restare fino a quando i carabinieri non potranno intervenire (con tanto di Luminol) per rilevare eventuali impronte lasciate dai ladri, che erano almeno in due.

Tra le tante cose strane di questa incursione c’è anche quella legata ai rumori. Nessuno sembra avere sentito che nell’ufficio del personale qualcuno stava prendendo a picconate la cassaforte. Intanto l’amministrazione comunale ha chiesto agli inquirenti la massima riservatezza sulla vicenda e c’è stata grande parsimonia nel dare i dettagli del furto anche tra gli stessi dipendenti e amministratori uscenti. Ma la notizia era così rilevante per la comunità che nella piccola cittadina non si è parlato d’altro in questi giorni. –

Sabrina Chiellini

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