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Centinaia in corteo a difesa del Padule
Cittadini e associazioni protestano contro la Regione: «Dobbiamo evitare lo smembramento dei beni della Riserva»
FUCECCHIO. Un grido... muto dal Centro Visite di Castelmartini fino al Porto delle Morette. Una marcia silenziosa, per dire no allo smembramento dei beni della Riserva del Padule di Fucecchio (il Centro Visite, appunto, le superfici di proprietà pubblica e pure l’Osservatorio faunistico delle Morette), e sì, invece, a una buona gestione unitaria. Così come è stato garantito, finora, dal Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule.
Alcune centinaia di persone – e una trentina di associazioni da ogni parte della Toscana – hanno sfilato, ieri pomeriggio, in silenzio. «Per rispettare la quiete del luogo e non disturbare la fauna che ha trovato qui il suo habitat naturale», precisano i promotori dell’iniziativa, tra cui l’associazione “Gli Amici del Padule di Fucecchio” . Tanti cartelli in mano, striscioni di diversi colori e dimensioni, copricapo di cartapesta che richiamano gli animali tipici dell’area umida interna più vasta d’Italia. «Vengono fornite delle spiegazioni fasulle, da parte dell’ente gestore, la Regione Toscana – afferma Simona Petrassi, presidente degli “Amici del Padule” – per motivare l’affidamento del Centro di ricerca al Comune di Larciano e dell’Osservatorio delle Morette a quello di Ponte Buggianese, con il conseguente smembramento dei beni dell’area protetta. Due enti diversi, il cui personale non possiede neppure le competenze tecniche necessarie per gestirli in maniera adeguata. C’è bisogno di una gestione unitaria, anche in futuro, così come è stato per oltre 25 anni. In questo modo, si estromette il Centro di ricerca che, per tutto questo tempo, si è avvalso sia di professionisti qualificati che di volontari». Ma sono tantissime le voci che si aggiungono al coro della protesta. «Sono migliaia, ogni anno, le persone, tra turisti e cittadini della Valdinievole, che visitano l’area protetta. Il Centro di ricerca – aggiunge Giulia Fiore, presidente di Liv Toscana – ha svolto negli anni un lavoro esemplare, che ha impedito alle strutture di deteriorarsi, offrendo alla collettività un servizio di alto livello. La sua estromissione dalla gestione della Riserva, infatti, provocherebbe un danno enorme alla ricerca e allo sviluppo di un’area che perderebbe esperti di rilievo, oltre a una gestione corretta e capace». Sulla stessa linea d’onda Roberto Dall’Orso di Wwf. «Questa vuole anche essere l’occasione – sottolinea – per rilanciare il sistema delle aree protette in Toscana che, negli ultimi anni, versa in stato di declino, se non addirittura di abbandono. Fino a qualche tempo fa, infatti, il Centro di ricerca era uno dei fiori all’occhiello della Regione. Ma poi c’è stata una riduzione dei finanziamenti e degli investimenti. Ma, nonostante questo, il Centro ha dimostrato di saper funzionare molto bene. Anche con poco, grazie alla competenza delle persone che, da sempre, credono nel Padule di Fucecchio e nelle sue risorse».
«Bisogna raccontarla, questa storia – aggiunge Laura Bonanno di Lipu Pistoia –, e i motivi per cui tutto questo dovrebbe finire. È stata un’ottima gestione, quella degli ultimi anni. Un’esperienza che doveva essere curata e protetta, non certo messa in discussione come, invece, è stato fatto». La marcia è durata all’incirca un’ora. Poi, una volta al Porto delle Morette, le centinaia di persone si sono fermate. Ancora qualche intervento, ma la volontà resta salda: difendere il Padule e, con lui, puntare anche alla conservazione della biodiversità. Intanto i promotori – lo dicono a chiare lettere – non si fermeranno. E, con ogni probabilità, seguiranno altre manifestazioni simili. «Useremo tutti gli strumenti della partecipazione democratica – conclude Petrassi – per opporci a questa scelta della Regione. Proprio la Toscana, che in passato aveva assunto una posizione d’avanguardia, è ora tra le regioni meno virtuose». –
Martina Trivigno
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