Il presidio
Ruba portafogli in ufficio pubblico: condanna di 6 mesi
La donna si era introdotta in un palazzo comunale per poi sottrarre il bottino da una borsa: bloccata prima di poter fuggire
MONTOPOLI. Resta anche in Cassazione la condanna a 6 mesi per furto aggravato a carico di Virginia Belfiore, 59 anni, di Montopoli Valdarno. La donna, assistita dall’avvocato Ivo Gronchi, in primo grado fu condannata con rito abbreviato. Sentenza confermata in appello e ora anche dalla Suprema Corte. L’imputata nel febbraio 2016 si era resa protagonista del furto di un portafogli sottratto all’interno della borsa di una dipendente dell’Agenzia del demanio a San Marcello Pistoiese. L’ufficio era stato ricavato dentro il palazzo comunale. Secondo l’accusa, provata in tre gradi di giudizio, Belfiore era entrata negli uffici per vendere alcuni oggetti. All’ora di pranzo il personale era andato a mensa e la donna, dopo aver capito di essere rimasta da sola, si era avvicinata a una borsa e infilandosi una mano aveva pescato un portafogli all’interno del quale c’erano 75 euro.
Prima di lasciare il palazzo, Belfiore venne vista da alcuni dipendenti che le chiesero conto di una presenza anomala per orario e luogo. La donna cercò di scappare, ma venne bloccata facendo saltare fuori il bottino. In Cassazione l’avvocato aveva invocato l’attenuante della tenuità del fatto, ma gli ermellini hanno accolto il ragionamento della Corte d’Appello: «È necessario considerare, oltre al valore in sé della cosa sottratta, anche il valore complessivo del pregiudizio arrecato con l'azione criminosa, valutando i danni ulteriori che la persona offesa abbia subìto in conseguenza della sottrazione della "res", sicché correttamente la Corte d’Appello ha fatto riferimento agli ulteriori pregiudizi derivanti dalle pratiche relative alla duplicazione dei documenti e del bancomat, a cui deve pure aggiungersi il valore del portafogli». —
P.B.
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