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Oltre 700 donne seguite in dieci anni di attività
Inaugurata la sede in via Agazzi a San Miniato Basso dove prosegue il supporto psicologico e legale alle vittime dei tanti soprusi nel comprensorio del Cuoio
san miniato. Il taglio del nastro, certo, ma prima di tutto un momento di riflessione, a tutto tondo, sul tema dei maltrattamenti e delle violenze sulle donne. E l’occasione per rendere noti alcuni dati su quella che rappresenta una vera e propria emergenza. A fornirli la presidente del centro antiviolenza Frida, Elisa Forfori, in occasione dell’inaugurazione della sede in via Rosa Agazzi a San Miniato Basso.
Da quando è nato, 10 anni fa, il centro ha seguìto ben 700 donne. In media si avvicinano 150 donne all’anno, 4-5 colloqui al giorno. E, come spesso avviene in casi del genere, si tratta soltanto della classica punta dell’iceberg che nel profondo del mare - vale a dire nel chiuso delle mure domestiche o degli ambienti di lavoro - nasconde una realtà ben più grande e di sofferenze.
Dati che hanno sorpreso e preoccupato anche il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, il quale ha ringraziato «le operatrici del Centro per l’attenta e continua attività svolta».
L’obiettivo dell’associazione Frida Kahlo, fin dalla sua nascita l’8 marzo 2008 a San Miniato, è stato proprio quello di far emergere, prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne. Affinché «ogni donna sia una persona valorizzata, autorevole, indipendente e libera» ha sostenuto Forfori nel suo intervento di presentazione. E la vicesindaca di Fucecchio, Emma Donnini, è andata oltre rilevando come «sia importante una presenza e un insegnamento nelle scuole», affinché gli uomini di domani crescano con la giusta ottica di rispetto. «Occorre far capire - ha proseguito - che il problema della violenza sulle donne esiste davvero e sarebbe opportuno anche un atteggiamento più attento negli istituti scolastici».
Il centro Frida si è dovuto occupare di casi in cui sono, loro malgrado, protagoniste per il 78 per cento donne italiane, per il 16 per cento extracomunitarie e per il 3% della Ue. Il 55 per cento di esse provengono dal comprensorio del Cuoio, il 20% dall’Empolese Valdelsa, l’11 dalla provincia di Pisa e un altro 11% dalla regione; il 4% da fuori della Toscana.
Le principali attività dell'associazione riguardano: l’accoglienza e il sostegno a donne vittime di violenza, nei locali del Centro e nei cinque sportelli territoriali d’ascolto; l’ospitalità in case rifugio a donne vittime di violenza e ai figli minori in situazioni di particolare rischio; lavoro di rete, con gli enti istituzionali e del privato sociale del territorio.
Frida fa inoltre parte dei coordinamento regionale dei Centri antiviolenza “Tosca” e di quello nazionale “D.i.r.e.” ed effettua la ricerca-azione e il monitoraggio del fenomeno della violenza di genere, tramite la partecipazione agli osservatori locali, regionali e nazionali sulla violenza, la produzione di dati e statistiche puntuali e aggiornate sul fenomeno. Svolge formazione e sensibilizzazione, tramite l'organizzazione e la partecipazione a corsi, rivolti a varie figure professionali, interventi di sensibilizzazione nelle scuole primarie e secondarie, e ai cittadini.
All’inaugurazione è stato anche proiettato il video “Una finestra su Frida ” con la testimonianza di alcune donne, ed è stata consegnata una targa a Roberto Bertozzi, in ricordo della sorella Marinella, vittima di femminicidio nell’ottobre del 2014. —
Paolo Falconi
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