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In migliaia sulla salita per festeggiare l’oratorio ritrovato
Si riaprono le porte del Castellare che è stato ricostruito in tempi record Chiesa benedetta dall’arcivescovo. Il Comitato ricorda la notte dell’esplosione
VICOPISANO. Si aprono le porte, l’oratorio può essere restituito alla comunità. È il momento della festa, della consacrazione della chiesa, della riscoperta del suo valore simbolico che anche quando c’erano solo i ruderi sulla cima della collina non è mai venuto meno. “Dum lapidem calcas, cor, lapis ille trahat”, recita l’epigrafe sulla facciata dell’oratorio del Castellare (“Mentre calpesti la pietra, o cuore, quella pietra di trascini”). Sono le prime parole che uno legge dopo avere percorso la ripida salita e prima di godersi uno splendido panorama: lassù ci si può perdere nell’azzurro fino al mare.
È il momento della festa per l’inaugurazione dell’oratorio ritrovato, con la processione della Via Crucis per riportare nella chiesetta la grande croce di legno. Un migliaio di persone sono salite sulla collina, dimenticando la fatica, salutati da una bella giornata, nonostante le previsioni meteo non fossero incoraggianti.
«Il cielo è dalla nostra parte – aveva scherzato di mattina uno degli uomini del Comitato Castellare – non pioverà». Così è stato. «Siamo usciti indenni dall’esplosione, anche così il Signore ci ha fatto capire che nulla a lui è impossibile», ha poi aggiunto.
A trascinare cuori e sguardi è da tempo immemorabile - la costruzione del piccolo oratorio risale al 1656 anche se durante la seconda guerra venne distrutto e poi ricostruito - il bianco delle pareti del gioiello incastonato nella roccia dei Monti Pisani.
La sera del 2 maggio 2017, verso le 20. 30, una violentissima esplosione sentita da molte persone aveva ridotto ad un cumulo di macerie il bianco Chiesino, sulla sommità del monte Castellare. Sembrava una cosa quasi impossibile. E senza l’aiuto del destino le conseguenze sarebbero state diverse.
Gli appassionati del Comitato Castellare, una delle associazioni più vecchie del territorio, nata circa 40 anni fa, stavano facendo gli ultimi preparativi per accogliere la fiaccolata notturna e la festa del fine settimana quando ci fu lo scoppio. Oggi tutto questo è solo un brutto ricordo. Dalle macerie è stata trovata la forza per ripartire e costruire una chiesa ancora più bella.
Un paese unito riabbraccia uno dei suoi simboli più cari. La presenza dell’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, che ha consacrato l’oratorio e concelebrato la messa insieme al parroco di San Giovanni alla Vena, don Paolo Manzin, ed a una decina di sacerdoti della diocesi, ha richiamato fedeli dal comune di Vicopisano, ma anche dai centri del Lungomonte e dei Comuni vicini. Se don Paolo ha ringraziato quanti hanno collaborato alla ricostruzione e il sindaco Juri Taglioli ha salutato con soddisfazione l’inaugurazione che arriva dopo due anni difficili (compreso il grande rogo che ha ferito i monti), Matteo Bini, in rappresentanza del Comitato Castellare, ha ripercorso le varie fasi che hanno portato alla ricostruzione in tempi rapidi ed anche a dare nuovo slancio al Comitato.
«Dalla sera del 2 maggio non ci siamo mai sentiti abbandonati dal paese e dalle istituzioni – ha detto al termine della messa –. Abbiamo infatti trovato solidarietà, affetto e messa a disposizione di forze materiali ed economiche, utili a ripartire velocemente». Per i “ragazzi” del Comitato, come li chiamano in paese anche se ormai sono uomini, l’oratorio è diventato come un figlio, lo hanno seguito nelle varie fasi della crescita del cantiere, documentando ogni passaggio. Non sono mancate le difficoltà in questi due anni. «È stato più difficile togliere le macerie che costruire il nuovo. Ci sono state divergenze, Comune e Sovrintendenza ci hanno guidato per la giusta strada». La ricostruzione vera e propria è iniziata a luglio 2018.
Dalle macerie ad una nuova vita. A maggio ci sarà la tradizionale festa del Castellare e lo spazio per incontri conviviali che c’è dietro la piccola chiesa è stato rinnovato, ma il Comitato è pronto anche ad ascoltare idee per nuovi momenti di ritrovo. Il luogo è incantevole, in tanti andranno a visitare il nuovo oratorio anche nei prossimi giorni. –
Sabrina Chiellini
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