Il grido d’aiuto di 200 operai «No ai tagli alla geotermia»
Manifestazione prima della partenza della tappa della Tirreno-Adriatico Passata la kermesse non si archiviano le preoccupazioni e le forme di lotta
pomarance. Cinque minuti dopo la partenza dalla zona davanti al municipio, gli operai addetti alle strutture della Tirreno-Adriatico iniziano a smontare transenne e palchi. E a riporre i gonfiabili pubblicitari. Ma gli striscioni e i lenzuoli con le scritte sulle facciate delle case di Pomarance, a sostegno della “giusta causa” della geotermia, restano.
La carovana delle ammiraglie e dei corridori si è incamminata alla volta di Foligno, terza tappa della corsa dei Due mari, la più lunga con i suoi 226 km, ma le preoccupazioni date dal taglio degli incentivi alla geotermia paventati dal ministero dello Sviluppo economico, i rischi sull’occupazione, le nubi dense restano sull’intera Alta Valdicecina, per due giorni al centro della kermesse ciclistica a tappe. Si torna al lavoro di tutti i giorni, nella speranza che non si riduca, Pomarance torna nella sua quiete che piace tanto ai turisti che passano di qui per andare nella Valle del Diavolo.
Preoccupazioni emerse anche ieri mattina, giornata tra l’altro della manifestazione mondiale per la salvaguardia del clima, poco prima che si abbassasse la bandierina dello starter, se circa 200 operai di tutte le categorie hanno percorso in corteo gli ultimi metri che conducevano al palco delle firme dei corridori. Tutti i settori, nessuno escluso, riuniti e guidati dai sindacati di categoria all’interno di Cgil, Cisl, Uil. Edilizia, metalmeccanici, trasporti, ecc. presenti.
Con i lavoratori della Larderello impianti che proprio per la partenza della terza tappa della Tirreno-Adriatico avevano indetto quattro ore di sciopero «per unirsi a tutti coloro che hanno a cuore l’indotto geotermico, dai cittadini agli altri lavoratori, agli imprenditori, alle istituzioni locali».
Per Claudio Del Colombo, della rsu dell’azienda metalmeccanica della zona industriale alle porte di Pomarance «questa crisi parte da lontano e semmai è solo acuita dalla mancanza di certezza circa gli incentivi al settore. Qui non sono rispettati da anni gli accordi e i contratti – dice – e le risorse sono sempre minori».
In un volantino distribuito in piazza si denuncia che non si è tenuto conto di «un territorio che da sempre ha dato molto i termini di risorse, ma ha ricevuto molto poco in termini di finanziamenti e lavoro».
Archiviata la visibilità data dal pedale professionistico, dunque, si torna alla vita di tutti i giorni: «Però altrettanta visibilità per le nostre difficoltà la pretendiamo dal governo, il quale deve impegnarsi a partire dall’incontro del 27 al Mise con il sottosegretario Crippa», afferma il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, sceso in piazza al fianco dei lavoratori.
E anche Rino Bellucci, del movimento GeotermiaSì, conferma che non ci saranno soste, ma che l’azione proseguirà con forza.
Un altro evento da segnare in rosso sull’agenda è quello del prossimo 7 aprile con l’edizione 2019 della Greenfondo Paolo Bettini. Dal Veloclub promettono piena presa di coscienza dei vari problemi, e l’ex campione iridato, rileva che lui ormai a Pomarance è di casa, si trova benissimo, e che anche quella giornata di ciclismo sarà un’occasione per parlare dei problemi della geotermia e del suo indotto. —
Paolo Falconi
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