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Non hanno i requisiti richiesti Revocate tre case popolari
L’ufficio politiche abitative e sociali ha avviato i primi tre procedimenti di decadenza nei confronti di tre nuclei familiari stranieri al villaggio Santa Maria
CASCINA. L’ufficio delle politiche abitative e sociali del comune di Cascina, dopo aver effettuato - nuovamente - le relative verifiche di rito, inerenti agli aspetti anagrafici, economici e sociali di tutti gli assegnatari delle case popolari, ha avviato i primi tre avvii di procedimento di decadenza nei confronti di tre nuclei familiari stranieri.
Si tratta di tre alloggi, ubicati nel villaggio Santa Maria di San Frediano a Settimo, quartiere popolare che ha già visto, nei mesi scorsi, delle procedure esecutive, avviate dall’amministrazione comunale e terminate con degli sgomberi.
Questi tre avvii di procedimento si inseriscono all’interno di un più vasto programma composto da quattordici decadenze che aveva annunciato, nei giorni scorsi, l’assessore al welfare, Edoardo Ziello. L’idea dell’assessore alle politiche abitative e sociali è quella di proseguire sulla strada del turn-over delle assegnazioni, già tracciata negli anni scorsi, caratterizzata dalla manutenzione agli alloggi, in condizioni precarie e dallo sgombero degli appartamenti popolari, occupati da famiglie senza più titolo.
«Sono stato informato dagli uffici comunali che nella giornata di ieri sono stati notificati i primi tre avvii di procedimento nei confronti di tre nuclei familiari stranieri, titolari di case popolari», dice Ziello.
In questo caso la motivazione del procedimento di decadenza non è dovuta soltanto al fatto di non aver rispettato la condizione relativa alla prova che uno non possiede immobili all’estero, ma anche per questioni di morosità, incompatibili con le condizioni economiche dei loro nuclei familiari.
«Chi ha una casa all’estero o non paga il canone di locazione, pur avendone le disponibilità economiche, toglie un diritto a chi ha bisogno e questa forma di ingiustizia sociale, causata dalla scarsa attenzione della pubblica amministrazione, finché ci sarò io a gestire questo delicato assessorato non sarà permessa», aggiunge con tono deciso il giovane deputato. Che rincara la dose con un commento politico.
«Cascina non ha mai avuto delle amministrazioni capaci di investire come si sarebbe dovuto sull’edilizia residenziale pubblica e questo atteggiamento ha condannato il comune ad avere un elevato fabbisogno abitativo con pochissimi alloggi da poter assegnare. Ecco perché oltre a cercare dei finanziamenti per la costruzione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica ho avviato un’azione di restauro degli alloggi con necessità manutentive e di controlli funzionali a stanare chi non ha più diritto ad abitare in una casa popolare per poterla assegnare a chi ha necessità. Ecco perché avvengono gli sgomberi, non perché sono cattivo ma semplicemente per aiutare chi soffre», conclude l’assessore alle politiche abitative e sociali, Ziello. —
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