Il Tirreno

Pontedera

È lo zio ad essere accusato di abusi sessuali sulla dodicenne che ha cercato di uccidersi

Sabrina Chiellini
È lo zio ad essere accusato di abusi sessuali sulla dodicenne che ha cercato di uccidersi

All’uomo è stato notificato l’avviso di garanzia. Presto l’incidente probatorio con un’audizione protetta della bambina

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PONTEDERA. Abusata dallo zio. Solo a sentire le accuse vengono i brividi. L’uomo, ieri mattina, è stato rintracciato dai carabinieri che lo hanno invitato in caserma dove gli hanno notificato l’avviso di garanzia con cui gli viene contestato il reato di violenza sessuale su minore. È un disoccupato di circa 50 anni e come prima reazione avrebbe cercato di dire che la minorenne lo accusa ingiustamente. In ogni caso la Procura della Repubblica di Pisa - la storia è seguita dal procuratore Sisto Restuccia - intende procedere con un incidente probatorio, con un’audizione protetta della minorenne.

A raccontare il suo tormento, dopo anni di silenzio e dopo che aveva provato a confidarsi in famiglia, è stata la stessa bambina (della quale non riveliamo alcun particolare, né la località della Valdera dove abita) che oggi ha 12 anni e che, secondo le accuse, è stata oggetto delle attenzioni morbose quando di anni ne aveva tra i 5 e i 6.

L’altro giorno, come riportato ieri da Il Tirreno, la bambina ha minacciato di uccidersi per la seconda volta in pochi mesi, brandendo un coltello di fronte alla madre. La bimba è seguita dai servizi dell’Asl e da un istituto specializzato nella cura dei disturbi del comportamento. Lo scorso gennaio la minorenne, che nel 2012 aveva perso un familiare, aveva già avuto una crisi violenta in seguito alla quale tentò un gesto estremo. Fu soccorsa e salvata e nei mesi successivi gli operatori che cominciarono a seguirla hanno intercettato un disagio profondo e forse anche la probabile causa dei comportamenti della piccola. Sono così iniziate le indagini con una doppia inchiesta, sia della Procura presso il Tribunale dei minorenni che di quella ordinaria. Da quanto è stato possibile ricostruire i fatti risalgono al periodo successivo alla morte del familiare della bimba. Al di fuori degli orari scolastici, la mamma, che doveva lavorare, l’affidava ai familiari. Tra questi anche lo zio, che avrebbe appunto abusato di lei in almeno due occasioni costringendola a compiere atti sessuali.

Non è escluso che la bimba avesse manifestato un immediato disagio modificando le sue abitudini e il suo carattere. Così come non può essere escluso, e su questo saranno effettuate verifiche, che la piccola nel corso degli anni e prima di mettere in atto atteggiamenti volti a richiamare in qualche modo l’attenzione su di sé, avesse cercato di confidare quel pesante segreto senza essere creduta, o comunque senza che le sue parole ricevessero la giusta considerazione. Fino al drammatico episodio del gennaio scorso, servito a portare alla luce la vicenda della presunta violenza familiare.

Le indagini stanno cercando di capire se l’uomo, che oggi si difende considerando le accuse come se fossero inventate, possa avere avuto atteggiamenti simili con altre persone della sua famiglia. Come spesso succede, non è facile far uscire dal mondo sommerso violenze e disagi come quelle che sono esplose in maniera drammatica quando la minorenne ha cercato di togliersi la vita. –

Sabrina Chiellini

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