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Pontedera

la frase contro i Gay 

E ora Brini medita vendetta «Potrei fare una lista civica»

Sabrina Chiellini
E ora Brini medita vendetta «Potrei fare una lista civica»

Ufficialmente silurata la candidatura dell’avvocato, che si ritiene vittima di una guerra interna alla Lega. Lui continua a strizzare l’occhio a FdI e Forza Italia

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PONTEDERA. L’avvocato Giuseppe Brini non è più il candidato a sindaco della coalizione di centrodestra. Dopo una prolungata riunione notturna con i vertici provinciali dei tre partiti, è stato sfiduciato. La frase sui gay e sulla cosiddetta “famiglia normale” pronunciata da Brini, durante la presentazione della sua candidatura, ha avuto l’effetto di una pietra tombale sulla sua investitura e pesa come un macigno sull’avvio della campagna elettorale dello schieramento. Anche perché l’avvocato Brini non intende fare passi indietro. Lui è un candidato civico, anche se proposto dalla Lega e non esclude di presentare una sua lista, sapendo che ad abbatterlo è stato il “fuoco amico”. Nonostante le sue parole siano apparse a molti come un vero e proprio suicidio politico. La base del Carroccio non aveva mai digerito la candidatura di Brini. E così ieri quando è arrivata la nota stampa a firma del segretario provinciale, Gabriele Gabbriellini, e del deputato Edoardo Ziello, l’avvocato Brini ha fatto spallucce. «Quella non è la posizione del partito – ha detto, convocando una conferenza stampa per oggi – manca una firma, quella di Susanna Ceccardi. È lei che vogliono colpire, io sono solo un pretesto».

In effetti se qualcuno pensa di cuocere a fuoco lento Ceccardi, in vista delle regionali, può sfruttare l’occasione, facendo pesare l’impasse. «La persona di Brini non è in discussione, perché la sua preparazione è nota. Ma dopo le dichiarazioni che abbiamo sentito, non possiamo volgere lo sguardo dall’altra parte. La Lega, a differenza di altri partiti, ha il coraggio e la forza per prendere decisioni importanti e complesse. Noi, per una questione di rispetto verso tutti, riteniamo che non ci siano più le condizioni per continuare con questo percorso», dicono Gabbriellini e Ziello che, come è facile immaginare, erano in sintonia con Ceccardi su cosa dichiarare.

Cercasi, quindi, un candidato nuovo per il centrodestra: è la notizia di martedì grasso ma non è uno scherzo di Carnevale. «La nota dei due esponenti della Lega ha voluto solo bruciare i tempi – dice Brini piuttosto infastidito dalle circostanze –. Domani (oggi, ndr) vi dirò tutto. Hanno voluto anticiparmi. Questa è un’occasione persa per la città e si mette a repentaglio la vittoria nel centrodestra». Brini lancia poi alcune ipotesi. «Potrei restare il candidato di una lista civica. Potrei costituire un gruppo di opinione trasversale, oppure potrei chiedere il sostegno a Fratelli d’Italia e Forza Italia, che sono con me».

Il primo a svincolarsi dalle sabbie mobili è Matteo Arcenni di Fratelli d’Italia. Tra l’altro pare che sarà proprio questo partito a dover esprimere un proprio candidato.«Il centrodestra deve restare unito e Brini non faccia fughe in avanti», dice, confermando la cena elettorale di questa sera al Vesuvio anche senza un capotavola. Giovanni Donzelli, deputato di FdI e coordinatore nazionale dell’organizzazione del partito, è della stessa idea: «Stiamo lavorando per fare un centrodestra unito in tutta la regione. Se a indicare il candidato per Pontedera saremo noi, il nome naturale è quello di Matteo Arcenni». Quest’ultimo ha promosso la lista Pontedera SiCura, sostenuta da Fratelli d'Italia, Forza Nuova e CasaPound. Di nomi se ne fanno altri, Francesca Calamita, Francesca Morelli, Matteo Bagnoli. Forza Italia resta in silenzio lasciando intendere di voler sostenere Brini e mettendo in dubbio l’accordo per Ponsacco. –Sabrina Chiellini



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