Il presidio
«Un botto terribile, ma ora servono lavori per evitarne altri»
PONTEDERA. «È troppo pericolosa questa strada. All’incrocio qui in cima (quello con viale Africa, ndr) succedono spesso piccoli incidenti. Ieri sera è stato tremendo, abbiamo saputo di quanto accaduto soltanto stamani (ieri per chi legge, ndr) all’alba, quando è iniziato il nostro turno». Un martello in mano, qualche macchia di grasso sui vestiti da lavoro. Al deposito della Ctt i dipendenti che si occupano della manutenzione dei bus sono sconvolti.
Loro Stefano Malloggi, l’autista del bus contro cui si è scontrata l’auto della vittima, Gilberto Biasci, lo conoscono bene. «Sappiamo che è in ospedale – dicono – e che ha delle fratture alle gambe. Ci auguriamo che torni presto». Anche i lavoratori Ctt ogni giorno percorrono viale America. «Il pericolo maggiore è rappresentato da chi viaggia in bici a lato della strada. Se qualcuno non interviene prima o poi succede un’altra cosa brutta», dicono. Poi parlano dello schianto, dei danni riportati dal pullman: «Non sappiamo se quel mezzo tornerà a viaggiare oppure no, ma possiamo dire che, a giudicare dalle immagini, il conducente dell’auto si è scontrato col mezzo a velocità elevatissima. Distruggere la parte anteriore di un pullman in quel modo con una Panda è quasi impossibile». Proprio dal deposito Ctt, giovedì sera, dopo lo schianto, un dipendente è partito per andare a verificare quanto accaduto. Si è trovato di fronte l’inferno e ha provato a domare le fiamme. Si sono dati da fare alcuni lavoratori Piaggio, perché vicino al luogo dell’incidente si trova il magazzino dei motocarri Ape, che erano carichi di benzina e quindi potenzialmente pericolosi se esposti al contatto con le fiamme dell’auto rimasta coinvolta nel tragico scontro frontale. —
T. S.
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