Il presidio
Muore a 32 anni ristoratore figlio dell’ex sindaco di Lari
L’incidente fatale in viale America tra la Panda di Biasci e un bus della Ctt Nord Il conducente sbalzato fuori dall’auto che poi ha preso fuoco. Ferito l’autista
PONTEDERA. Quando ha visto quell’auto lanciata come un missile contro di lui ha provato a sterzare sulla destra per evitare l’impatto. Un tentativo che non è servito a scongiurare uno schianto dall’esito mortale. Gilberto Biasci, 32 anni, ristoratore di Lari, figlio dell’ex sindaco Paolo, nell’urto è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. Lo hanno trovato esanime sull’asfalto lungo viale America a poca distanza dal deposito dei mezzi della Ctt Nord e del parco mezzi dei motocarri Ape della Piaggio. La morte è stata quasi istantanea.
I primi soccorritori della Pubblica Assistenza di Pontedera e della Misericordia di Vicopisano e il medico del 118 hanno provato a rianimarlo anche sull’ambulanza, ma il cuore di Gilberto si è spento lentamente prima ancora di tentare una corsa in ospedale.
Nel frontale con il bus della Ctt Nord la Panda intestata alla mamma della vittima ha preso fuoco. Il destino ha risparmiato a Biasci, titolare con il socio e amico Federico Meini della trattoria “I burattinai”, una morte atroce, quella del carbonizzato. Le fiamme sono divampate dopo che l’automobilista è finito sulla strada.
A pochi metri da lui un falò da brividi. Era la sua macchina che si stava annientando in un rogo che ha richiamato vigili del fuoco e personale della vigilanza della Piaggio per bloccare l’eventuale propagazione delle fiamme nel deposito dell’azienda. L’autista del bus, Stefano Malloggi, di Fornacette, ha riportato fratture alle gambe, dopo essere rimasto incastrato a causa dello schianto. È stato portato all’ospedale di Pontedera. Non è in gravi condizioni.
È successo tutto poco prima delle otto di sera. Il bus della Ctt Nord a fine servizio stava rientrando al deposito in direzione Pontedera-Ponsacco. Non c’erano passeggeri a bordo.
L’impatto è avvenuto in un tratto del dirizzone all’altezza del magazzino della Piaggio con la Panda di Biasci che procedeva nel senso opposto di marcia. All’improvviso Malloggi si è visto sulla sua carreggiata l’utilitaria che sembrava fuori controllo. Ha provato a spostarsi sulla destra, ma la manovra non è stata sufficiente a metterlo al riparo dal frontale.
La Panda ha centrato il pullman proiettando il ristoratore fuori dall’abitacolo. L’autista era incastrato. Un collega, non vedendolo arrivare, e dopo aver udito un fragore secco provenire dalla strada, si è affacciato alla finestra degli uffici ed è corso sul luogo dell’incidente con un estintore. Ha cercato di spegnere le fiamme che avevano avvolto la macchina lambendo anche il mezzo pesante.
Un soccorso disperato a cui poi si sono sostituiti i vigili del fuoco. Dalla centrale operativa del 118 sono state inviate due ambulanze. Biasci è stato rianimato, ma nel giro di qualche minuto è stato dichiarato il decesso.
I carabinieri del nucleo radiomobile di Pontedera hanno eseguito i rilievi e ascoltato i primi testimoni. L’autista è l’unico teste che può raccontare cosa sia successo per provocare quella traiettoria fatale alla Panda. Un malore improvviso, una distrazione, una velocità eccessiva sfuggita al controllo del conducente. Il corpo è stato trasferito all’istituto di medicina legale a Pisa. Stamani il magistrato di turno deciderà, dopo aver ricevuto l’informativa dei carabinieri, se procedere con l’autopsia. —
Pietro Barghigiani
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