Processo Raghi, falsa partenza: l’udienza con i testi slitta a fine maggio
Il primo giudice viene trasferito e il Tribunale deve assegnare il caso a un nuovo magistrato. L’incidente nel dicembre 2016
san miniato. Il giudice con cui era iniziato il processo viene trasferito a Lucca e il Tribunale è costretto a trovare un altro magistrato. Succede così che ieri mattina il giudice onorario Paola Giovannelli non può che rinviare al 22 maggio l’udienza in cui sarà la dottoressa Antonella Frizilio il magistrato assegnatario del caso.
È un processo in cui il dolore per la perdita di un figlio si scontra con le presunte responsabilità di chi è sul banco degli imputati.
Padre e figlio a processo per la morte di un trentenne travolto da un furgone nel dicembre 2016 in via Maremmana a San Miniato. Le accuse sono diverse, ma accomunano le responsabilità dei due imputati nella sequenza, dall’incidente alla fuga e ai comportamenti successivi, contestata dalla Procura in cui a perdere la vita fu Raghi Cioni.
Nell’udienza di maggio sarà sentito come teste dell’accusa il sottotenente Davide Daini comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Miniato. Fu lui a seguire le indagini concluse con le contestazioni di responsabilità nei confronti di Mauro Piazzesi, 67 anni e il figlio Alessandro, 43, entrambi di San Miniato difesi dall’avvocato Vincenzo Guida. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Letizia Giovannetti e Alberto Benedetti.
Alessandro Piazzesi è stato rinviato a giudizio per omicidio stradale, aggravato dall’omissione di soccorso dovuta alla fuga, e simulazione di reato. Il padre Mauro per favoreggiamento e simulazione di reato. Raghi era il figlio adottivo di Alberto Cioni e Giuseppina Romeo, presenti anche ieri in aula. Residente a Ponte a Egola, Cioni, in pensione dal febbraio 2017 dopo aver lavorato una vita nei municipi di San Miniato e Santa Croce, è stato uno stretto collaboratore dei sindaci Alfonso Lippi (San Miniato) e Osvaldo Ciaponi (Santa Croce).
Quello che ai familiari hanno vissuto con fastidio è la tesi della difesa secondo la quale qualcuno avrebbe preso il furgone dal piazzale della ditta dei Piazzesi per poi percorrere la strada in cui fu investito il 30enne in bici. A quel punto, è sempre l’idea respinta dai Cioni e dai loro avvocati, il conducente sarebbe tornato indietro per riportare al suo posto il mezzo, peraltro acceso senza chiavi e privo di manomissioni, e svuotarlo del carburante. L’impatto mortale venne fissato alle 17,47 del 15 dicembre 2016. Secondo l’accusa al volante del furgone Daily c’era Alessandro Piazzesi. È la conclusione a cui sono giunti i carabinieri della Compagnia di San Miniato con l’aiuto degli specialisti del Ris. Un tamponamento fatale in località La Serra. Dopo l’incidente i Piazzesi, per la Procura, architettarono un piano B. Mauro telefonò ai carabinieri denunciando il furto del furgone che venne anche danneggiato per cancellare alcune tracce. —
Pietro Barghigiani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
