Il Tirreno

Pontedera

strage di animali nel volterrano 

Nono cavallo morto: analisi su animali e vegetazione

Andreas Quirici
Nono cavallo morto: analisi su animali e vegetazione

Dopo gli otto decessi all’inizio dell’anno, nuovo episodio nel centro di recupero Mistero sulle cause dell’intossicazione ma non è ancora escluso l’atto doloso

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VOLTERRA. Otto cavalli morti nei primi giorni di gennaio. E il nono nei giorni scorsi, contemporaneamente alla diffusione della notizia riguardante il disastro d’inizio anno. Ormai è una strage quella che sta avvenendo nel centro di recupero gestito dalla Ihp, acronimo che indica la Italian horse protection onlus, in cui si accudiscono equini vittime di maltrattamenti o di abbandoni e che arrivano nella struttura tra Volterra e Casole d’Elsa per essere liberi di pascolare dove vogliono per ventiquattro ore al giorno. Ma da quando ci sono state quegli otto decessi, i responsabili dell’associazione sono stati costretti a limitare la libertà degli animali. La notte nelle stalle e il giorno in aree di pascolo recintate e ridotte. Ma anche questo non è servito ad evitare la nona tragedia in poche settimane. «Avevamo fatto il passaggio dal capannone in cui dormono all’area di pascolo – racconta il presidente dell’associazione Sonny Richichi –. Eravamo pronti per andarcene quando abbiamo visto un cavallo a terra in preda a spasmi come se avesse le convulsioni. Ci siamo avvicinati e abbiamo notato che aveva il respiro già corto. È morto in tre minuti. Non ci ha dato il tempo di fare assolutamente nulla». E l’ipotesi dolosa resta comunque in piedi.

TRA BOLOGNA E PISA

Il nono cavallo morto ha amplificato il mistero su quanto sta accadendo nel centro di recupero del Volterrano, dove la struttura si è trasferita da Montaione proprio alla fine di dicembre. Se i primi otto casi erano stati trattati dall’Istituto zooprofilattico di Bologna e dall’ateneo felsineo, per quest’ultimo è stato chiamato in causa l’Istituto zooprofilattico di Pisa per l’autopsia e le analisi del caso. «Sono stati prelevati campioni di numerosi organi – dice Armando Tognoni, direttore dell’unità operativa sanità animale dell’Asl Toscana Nord Ovest –. Vedremo quando arriveranno i risultati. Quel che è certo è che in quarant’anni non mi era mai successa una cosa simile. Stiamo andando per esclusione, perché non ci sono elementi per dire che si tratti di una causa o un’altra. Di sicuro c’è stata un’intossicazione. E lo scenario più probabile, almeno per i primi otto, è che abbiano mangiato qualcosa al pascolo che ha fatto male agli animali. Ma per l’ultimo è diverso, perché l’alimentazione è controllata da quando sono morti gli altri all’inizio di gennaio».

PASCOLI ANALIZZATI

L’idea più diffusa è che abbiano incontrato piante tossiche al pascolo. «Ma li avevamo controllati a fondo – dice la responsabile sanitaria del centro di recupero, Agnese Santi –. Compresa anche l’acqua. In questo momento non sappiamo cosa sia stato a uccidere i cavalli. Ma è certo che siano morti per intossicazione. Dobbiamo risolvere il mistero in fretta per salvaguardare gli altri». Ma, a quanto sembra, non sarà semplice avere la certezza delle cause di una serie di episodi così misteriosi. «Gli scenari sono tantissimi – riprende Tognoni –. Andiamo per esclusione. Ho fiducia nei tecnici che sono al lavoro su questa vicenda, compresi quelli di un laboratorio inglese ai quali sono stati inviati reperti da analizzare».

ALIMENTi E QUANTITà

«Quando ci sono casi di questo tipo, si prende in esame il tipo di pascolo, ma anche la quantità che l’animale ha mangiato – spiega Paolo Baragli, ricercatore del dipartimento di scienze animali dell’Università di Pisa –. I cavalli sanno scegliere il tipo di vegetazione da mangiare, scegliendo quella non tossica. Ma può capitare che, per la mancanza di pascolo o per un cambio di zona, qualcuno mangi inavvertitamente piante nocive. Certamente, per uccidere un cavallo ne serve una quantità notevole. Ma credo si tratti di una situazione riconducibile proprio a questo scenario».

TEMPI DEI RESPONSI

Oggi si dovrebbero già conoscere i primi esiti degli accertamenti effettuati dall’Istituto zooprofilattico di Pisa, dov’è stata effettuata l’autopsia sul cavallo morto di recente. Si tratterà di un responso di massima in attesa dell’esame batteriologico. Per questo dovrebbero servire tre o quattro giorni. Poi ci sono i responsi per gli esami istologici per i quali servirà più tempo. Così come per l’esito delle analisi svolte in un laboratorio inglese, dove sono stati inviati campioni di organi prelevati dagli altri otto cavalli morti all’inizio di gennaio. C’è poi la facoltà di botanica dell’Università di Siena, impegnata per capire se la vegetazione dei terreni in cui pascolavano gli animali presentava piante tossiche o meno.—

Andreas Quirici

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