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Ricordo, conoscenza e rispetto: 40 pannelli per un viaggio nella catastrofe “Res Bellica”

Paolo Falconi
Ricordo, conoscenza e rispetto: 40 pannelli per un viaggio nella catastrofe “Res Bellica”

Prima guerra mondiale, inaugurata la mostra nella biblioteca comunale di San Miniato in collaborazione con il museo di Vittorio Veneto 

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storie dal fronte

Il ricordo, la conoscenza, il rispetto. Sono i tre elementi che hanno portato ad allestire la mostra “Res Bellica – la prima guerra totale del XX secolo” nei locali della biblioteca comunale Mario Luzi sotto i loggiati di san Domenico a San Miniato. I tre elementi sono ben palpabili nelle sale, in mezzo ai libri, in cui una quarantina di pannelli costituiscono il percorso del ricordo a poco più 100 anni dalla firma dell’armistizio con la vittoria militare di Vittorio Veneto.

E proprio la cittadina del Bellunese ha collaborato alla stesura della mostra a San Miniato, aperta ieri con una semplice cerimonia alla quale con il taglio del nastro del sindaco Vittorio Gabbanini erano presenti altri sindaci della provincia il consigliere comunale Michele Fiaschi, l’assessore Giacomo Gozzini, l’assessora di Vittorio Veneto Barbara De Nardi il consigliere regionale della Toscana Andrea Pieroni. Ma anche il vescovo di San Miniato mons. Andrea Migliavacca e il colonnello Luciano Saviola.

Trascorso il tempo cronologico della memoria dei 100 anni dal grande conflitto, Vittorio Veneto “esporta” così i suoi ricordi da protagonista di quella grande sciagura, in termini di costi economici e di perdite umane, che fu la guerra ‘15-18. La mostra che ha preso il via sul colle della Rocca ha avuto successo in quella località veneta e ora anche la gente di San Miniato, del circondario e della provincia può ammirarla, provando quel senso di rispetto, di onore e di pietà che ogni caduto sul campo merita.

Lo ha ricordato anche l’assessora di Vittorio Veneto, Barbara De Nardi, nel far presente il grande fermento nella sua cittadina per i 100 anni dalla grande guerra. Il Museo della battaglia è autentico punto di riferimento di grande importanza a livello storico e nazionale, uno scrigno di testimonianze di un periodo in cui, per dirla con le parole dello storico e politico britannico Herbert Fisher, «ogni nazione era convinta che la propria causa fosse giusta, si credeva minacciata da un perfido nemico bramoso di ucciderla, e pensava che soltanto la propria vittoria potesse salvare l’ordine morale nel mondo».

Ora quel Museo si articola su tre piani, ciascuno con un tema legato alla grande guerra. E una parte della mostra che fu dedicata a Brandolino Brandolini d’Adda è a San Miniato. Altri reperti sono andati a Londra, altri a Camberra e altri ancora al Pentagono.

«Sono orgoglioso – ha detto il sindaco Gabbanini – di poter ospitare una mostra di grande valore storico ed emozionale che l’amministrazione di Vittorio Veneto ha voluto condividere con la nostra popolazione, nel segno del ricordo dei concittadini di qua deceduti in guerra. Fu infatti un numero fin troppo alto i sanminiatesi che perirono sui vari fronti: ben 565 e meritano tutto il nostro rispetto».

Michele Fiaschi, che ha allestito la mostra, ha ringraziato i colleghi di Vittorio Veneto per la «splendida collaborazione prestata» e si è detto «onorato di contribuire al ricordo in tutti della prima guerra mondiale».

Nella mostra i pannelli, tutti con foto “seppiate” di alcuni momenti di vita al fronte e nelle retrovie dei militi italiani, ricordano il sacrificio di tanti giovanotti. Divisi per regioni italiane i dati sono da paura, con i caduti aggregati in modo certosino per gradi dell’esercito, mansioni, ruoli, altro ancora. Insomma, rendono bene l’idea di quale catastrofe rappresentò per l’umanità quella prima guerra totale del secolo scorso.

La mostra resterà aperta alla biblioteca comunale fino a alla fine di marzo. –

Paolo Falconi

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