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Pontedera

SOCIALE E POLEMICHE 

Barriere nella casa popolare dove vive la disabile: è scontro

Barriere nella casa popolare dove vive la disabile: è scontro

La consigliera pentastellata Toncelli racconta in un video i disagi della giovane inquilina sulla sedia a rotelle, l’assessore Cecchi fa il punto della situazione

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PONTEDERA. La battaglia politica per il dopo Millozzi si inasprisce. E dopo le schermaglie tra il sindaco uscente e il centrodestra, ora tocca all’assessore al sociale, Marco Cecchi, tirato in ballo in modo indiretto dalla denuncia della consigliera pentastellata Fabiola Toncelli, che in un video postato sulla pagina Facebook del M5S Pontedera racconta la storia di una disabile in un alloggio popolare dalle dimensioni esageratamente ridotte, a suo dire, tanto che la donna non riesce a spostarsi comodamente da una stanza all’altra a bordo della carrozzina. Le immagini hanno scatenato un mare di commenti. Anche quello di Cecchi che, oltre a rispondere, non si è risparmiato qualche frecciata a Toncelli.

«Toncelli scende in campo per mostrare un alloggio popolare in via M. L. King e le difficoltà di una disabile a muoversi nella sua abitazione. Se mi avesse chiesto informazioni in merito (senza bisogno di mettere una famiglia in vetrina) – scrive Cecchi – le avrei spiegato che l’unica domanda di mobilità pervenuta a questa amministrazione è stata protocollata il 5 ottobre 2018. Se Toncelli avrà l’onore, come ho avuto io, di ricoprire un ruolo di responsabilità politica in una amministrazione, capirà che di fronte ai tanti casi che ogni giorno vengono sottoposti alla nostra attenzione, non può essere l’empatia o la simpatia a guidarci, ma un sistema di regole e norme ben codificate».

La famiglia in questione, quindi, ha presentato domanda nell’ottobre scorso, dopo che una terza persona si è presa a cuore la situazione e ha aiutato la famiglia della donna disabile a sbrigare le pratiche burocratiche.

Cecchi, infine, illustra l’iter per il cambio di alloggio popolare: «Il cambio alloggio, per esempio, prevede che ogni sei mesi venga fatta dall’ufficio Casa una graduatoria delle domande pervenute valutando tanti fattori (barriere architettoniche, sovraffollamento, anzianità della domanda). Quando quella graduatoria sarà approvata prenderemo in esame certamente anche la domanda di Sabrina e di sua figlia. Non abbiamo nessun motivo – conclude Cecchi – per negarle un diritto o farle, al contrario, un torto». —

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